Terzo mandato – Aurisicchio ‘interroga’ il Ministro Amato

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Terzo mandato: il deputato irpino Raffaele Aurisicchio in quota Ds interroga il Ministro dell’Interno Giuliano Amato. Un atto che giunge sulla scrivania di Amato all’indomani del suo incontro con i sindaci interessati e con l’Anci che da tempo si batte a favore dell’eliminazione del vincolo di mandato. Una serie di premesse chiare e chiarificatrici: “L’art. 51 prevede che chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco o di presidente della Provincia non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente rieleggibile alle medesime cariche. Alle recenti elezioni amministrative sono stati tanti i sindaci che, avendo svolto due mandati consecutivi, si sono candidati per ottenerne un terzo e tra questi numerosi sono stati gli eletti”. A questo va ad aggiungersi il dato che “… il Ministero dell’Interno ha ribadito l’ineleggibilità di coloro che hanno già ricoperto la carica per due mandati consecutivi e la Corte di Cassazione ha confermato la piena validità, anche costituzionale, della norma che impedisce il terzo mandato evidenziando, inoltre, che i lavori parlamentari preparatori alla riforma della legge elettorale del 1993 introdussero il ‘no’ al terzo mandato ‘per favorire il ricambio dei vertici dell’amministrazione locale in modo da spezzare il vincolo personale tra elettore ed eletto per sostituire alla personalità del comando l’impersonalità di esso ed evitare il clientelismo’. Inoltre l’inosservanza della norma determina, a giudizio dell’interrogante, conseguenze sulla validità degli atti amministrativi e comporta responsabilità contabili a carico degli amministratori configurando in tal modo una situazione di prolungata e reiterata violazione della legge”. In base a queste premesse e con la presa d’atto del potere del Prefetto di intervenire, Aurisicchio avanza la propria richiesta “… su quali iniziative il Ministro intende assumere per porre fine ad una situazione di chiara illegalità e conseguentemente quali direttive intende trasmettere alle Prefetture interessate affinché assolvano ai compiti previsti dalla legge”.

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