Il ricordo del terremoto dell’Irpinia del 1980 riaffiora con forza nelle testimonianze degli italiani residenti in Venezuela dopo il violento sisma che ha colpito il Paese. Tra loro c’è Giovanna, originaria della provincia di Avellino, che ha rivissuto la paura di oltre quarant’anni fa.
All’epoca del terremoto che devastò l’Irpinia aveva 28 anni e un figlio di appena un anno, Fioravante De Simone. Dopo quel dramma lasciò la sua terra per trasferirsi in Venezuela. Oggi, di fronte alle nuove scosse, quei ricordi sono riaffiorati con tutta la loro forza.
«È stata di nuovo una brutta esperienza, un disastro», riporta l’ANSA. Al momento del terremoto si trovava in casa, intenta a preparare la cena, quando ha avvertito due violente scosse ravvicinate. «Mia madre stava cucinando quando abbiamo sentito le oscillazioni diventare sempre più forti – riferisce il figlio, oggi giornalista sportivo –. Si è spaventata e si è riparata sotto l’arco della porta, dove le pareti sono più solide».
Pochi istanti dopo è arrivato l’alert sul cellulare. «Abbiamo avuto appena il tempo di prendere uno zainetto con due felpe e una bottiglietta d’acqua, poi siamo scesi a piedi dall’undicesimo piano insieme agli altri vicini, raggiungendo la strada». La famiglia è rimasta all’esterno per diverse ore, insieme agli altri residenti, nel timore di nuove scosse.

