Tentò di uccidere la famiglia: rinchiuso in una casa psichiatrica

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I Carabinieri della stazione di Atripalda, coadiuvati anche dal personale del Nucleo Operativo della Compagnia di Avellino, hanno eseguito un’ordinanza con la quale la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avelino ha disposto il ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario per un uomo di San Potito Ultra, resosi reo di tentato omicidio ai danni di moglie e figlia.
L’uomo, infatti, lo scorso 29 aprile 2007, mentre si trovava in compagnia della propria famiglia all’interno della loro abitazione di Atripalda, aveva violentemente picchiato con calci e morsi la moglie per poi colpire ripetutamente alla testa con un’ascia la figlia 30enne. In quell’occasione, l’uomo (B.B. classe 1943), che aveva tentato la fuga, era stato acciuffato e arrestato dai Carabinieri della Stazione di Atripalda, che di lì a poco erano riusciti a ritrovare l’arma in un’aiuola nei pressi della casa. La violentissima reazione dell’uomo, secondo quanto accertato dai militari, era stata causata dal fatto che la moglie e la figlia gli avevano negato i soldi per andarsene al bar sotto casa per comprare le ennesime bevande alcoliche.
A seguito della vicenda, l’uomo fu arrestato con l’accusa di tentato omicidio e lesione personali, venendo immediatamente trasportato presso il carcere di Bellizzi. La moglie aveva riportato delle lesioni per una prognosi di 8 giorni, mentre la figlia fu riscontrata affetta da trauma cranico con vasta ferita dello scalpo e giudicata guaribile in 20 giorni.
A distanza di più di 2 anni dall’evento, durante i quali l’uomo era stato anche ammesso agli arresti domiciliari, i Carabinieri gli hanno notificato il provvedimento dell’autorità giudiziaria che ha disposto la sostituzione della misura degli arresti domiciliari con la misura di sicurezza del ricovero in casa di cura. Perciò, i militari di Atripalda hanno portato l’uomo all’Istituto Psichiatrico Giudiziario di Napoli Secondigliano. Il 66enne dovrà permanere per almeno 3 anni, come disposto dal pm di Avellino, per curare le patologie di cui è risultato affetto nel corso di questa vicenda giudiziaria.

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