Tentano una truffa al centro Tim, denunciati due napoletani

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Nella mattinata di ieri, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Avellino hanno deferito in stato di libertà due uomini della provincia di Napoli, rispettivamente classe 1970 da Pomigliano d’Arco e classe 1968 da Acerra, ritenuti in concorso tra loro responsabili dei reati di tentata truffa, indebito utilizzo di carte di credito, sostituzione di persona, possesso di documenti d’identificazione falsi e false dichiarazioni sull’identità personale.
In pratica, i due 40enni si sono recati presso il negozio di telefonia e Punto TIM di piazza Aldo Moro ad Avellino, chiedendo alla commessa di poter sottoscrivere due contratti telefonici con annesso il comodato d’uso di due telefoni cellulari iPhone 4S, per un valore commerciale complessivo di addirittura 1.500 euro. I due hanno fornito alla signorina un documento d’identità, con tanto di codice fiscale e carta di credito, ma il gioco non è andato a buon fine grazie all’esperienza della commessa che, una volta provato a controllare i documenti, ha visto che c’era qualcosa che non andava e – di soppiatto – ha chiamato i carabinieri al 112.
I militari dell’aliquota radiomobile sono giunti sul posto in pochissimi istanti e, con grande meraviglia dei due avventori del centro TIM, sono stati richiesti dei documenti e di spiegazioni in merito alla loro presenza. Portati in caserma, è risultato subito che gli stessi errano in possesso di carta d’identità e codice fiscali contraffatti, nel senso che la loro fotografia era stata sostituita a quella di un’altra persona, i cui dati erano realmente corretti. E a tale persona era pure intestata la carta di credito fornita per il pagamento.
Quindi, oltre al tentativo di truffa ai danni del centro TIM, i due napoletani dovranno ora rispondere anche di false dichiarazioni circa la loro identità personale, perché anche ai militari dell’Arma si sono presentati con i documenti falsi, di indebito utilizzo di carte di credito, perché appunto non era a loro intestata, e di sostituzione di persona perché uno di loro ha provato a spacciarsi per una persona realmente esistente. I documenti falsi e la carta di credito sono stati chiaramente sottoposti a sequestro per le ulteriori attività d’indagine.

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