Salerno – Fischi e tensione alla tradizionale processione di San Matteo a Salerno. Le statue del patrono della città, insieme a quella di San Giuseppe e dei santi Martiri, sono partite in ritardo dall’atrio del Duomo, perché i portatori della paranze avrebbero voluto procedere secondo la tradizione e non come disposto nei giorni scorsi della Curia. Secondo quanto previsto dalle nuove norme le statue dei santi non si sarebbero dovute fermare né ”girare” lungo il percorso. Già prima della partenza della processione c’è stato un serrato faccia a faccia tra i portatori e il vescovo. Mons. Moretti è stato duramente contestato durante il corteo religioso, spesso con sonori fischi e con inviti a lasciare Salerno. A Largo Campo sono dovuti intervenire gli agenti della Digos per evitare che la situazione degenerasse. Il prefetto Gerarda Pantalone ha abbandonato la processione. Nel frattempo, le paranze di San Matteo e San Giuseppe hanno portato le statue nell’atrio del Comune, nonostante la sosta fosse stata cancellata dal vescovo. Il portone di Palazzo di Città, chiuso fino a quel momento, è stato aperto alle 20.15 proprio in concomitanza con l’arrivo della processione. Fischi anche durante la recita del Padre Nostro davanti al Municipio. E una sonora contestazione ha accompagnato anche la benedizione finale impartita dall’arcivescovo, con il capoparanza di San Matteo intervenuto per far fermare i contestatori.
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