Teatro in affitto, per Foti è una strada obbligata. Petitto: “Potremmo non votarla”

Teatro in affitto, per Foti è una strada obbligata. Petitto: “Potremmo non votarla”

24 Ottobre 2017

Marco Imbimbo – L’amministrazione comunale ha finalmente sciolto le riserve sul futuro del “Carlo Gesualdo”. La giunta ha infatti approvato la proposta del sindaco Paolo Foti di esternalizzare la gestione del teatro. Tramite bando pubblico verrà individuato un soggetto terzo che si occuperà della gestione dell’intera struttura, dalla biglietteria all’organizzazione della stagione teatrale 2017-18. Tutto ciò fino al prossimo 31 luglio e dietro pagamento di un canone, così come si legge nel deliberato. Una decisione, però, che rischia di spaccare la maggioranza. Se per il sindaco Foti questa rappresenta una «scelta obbligata», il presidente del Consiglio Livio Petitto chiede chiarezza, parlando a nome dei decariani: «Apprendiamo dalla stampa di questa decisione. In Aula potremmo non votare questa proposta».

Ad illustrare il deliberato alla fine della riunione di giunta ci ha pensato il primo cittadino, ribadendo come le difficoltà economiche dell’ente abbiano portato l’amministrazione a «praticare una strada alternativa che è quella della concessione di gestione per una stagione teatrale». Una strada obbligata, quindi, perché il Comune non ha disposizione quelle risorse necessarie ad affrontare la riapertura del teatro, così come viene sottolineato più volte nella delibera di giunta. Si andrà, dunque, verso l’esternalizzazione, ma il Comune si riserverà 15 spettacoli la cui organizzazione verrà affidata alle compagnie teatrali e alle associazioni della provincia. Novità, inoltre, ci saranno anche per i biglietti omaggio: «Questi ingressi – sottolinea Foti – verranno riservati solo ed esclusivamente per studenti meritevoli e le fasce anziane o disagiate che non possono permettersi di andare al teatro. Il Gesualdo deve ritrovare anche la sua funzione sociale». A chi parla di un “teatro svenduto” a causa di questa decisione, il sindaco ribadisce come questa sia «una soluzione ponte che serve a ridare forza e spirito al teatro, ma anche la possibilità alle casse comunali di poter ripristinare il vecchio sistema di finanziamento che non era l’unico, ma molto importante in quanto parliamo di oltre 400 mila euro che venivano destinati al teatro».

La proposta dovrà arrivare nel prossimo consiglio comunale per il definito via libera, ma qui i malumori sono già alti a cominciare dai decariani con Petitto che chiede chiarezza su questo provvedimento a cui Foti ribatte: «Ha tutto il diritto di farlo, in Aula avrà le risposte che chiede».

Proprio il presidente del consiglio comunale ha sottolineato di aver «appreso solo dalla stampa di questa delibera sull’esternalizzazione – denuncia. Parlando anche a nome dei consiglieri decariani, voglio spiegazioni su ciò che è accaduto finora. Il consiglio si era già espresso su degli indirizzi stringenti. Ci siamo ritrovati con un comitato di gestione che non si è mai capito quale ruolo avesse, poi abbiamo scoperto che le risorse per il teatro non c’erano dopo aver votato un Bilancio nelle cui relazioni erano previste. Avevamo ricevuto delle rassicurazioni, ora vogliamo sapere cosa sia successo in questi mesi». Un messaggio diretto al primo cittadino: «E’ lui a dover fare chiarezza». Nessuna preclusione, invece, sull’esternalizzazione del Gesualdo perché «se può comportare economie per le casse comunali, ben venga. Tra l’altro anche negli ultimi anni buona parte del Gesualdo era già stato esternalizzato, come accaduto con il Teatro Publico Campano, con affidamenti pluriennali fatti in modo alquanto equivoco. Anche su questo non c’è stata una spiegazione». Insomma da parte dei decariani c’è la necessità ad ottenere risposte dal primo cittadino su quanto successo in questi mesi e su questo cambio di rotta sul teatro: «E’ arrivata l’ora che faccia chiarezza. Se in Aula non arriveranno spiegazioni potremmo anche non votare la delibera. Non capisco per quale motivo dovrei dare fiducia a chi non è chiaro nei miei confronti».