Tavolo istituzionale anticrisi, Melchionna: “Ora si passi ai fatti”

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Avellino – Questa mattina, presso la sala Grasso di Palazzo Caracciolo si è riunito il Tavolo istituzionale anticrisi con tutte le parti sociali e gli amministratori provinciali. Il Segretario Generale della Cisl Irpina Mario Melchionna, è soddisfatto degli esiti della riunione, ma ci tiene a ribadire l’importanza che alle buone intenzioni debbano seguire le azioni concrete. “Bisogna passare dalle parole ai fatti, la questione Novolegno, le vertenze della Fiat e delle imprese dell’indotto sono temi che il tavolo anticrisi affronterà con priorità. Ma non dimentichiamo che quando si parla di strategie di sviluppo e occupazione, occorre far riferimento a tante altre questioni: nuovi e maggiori investimenti, modernizzazione delle infrastrutture, provincializzazione dei rifiuti, corretta gestione delle nostre acque, maggiore attenzione rivolta al problema della disoccupazione e del precariato, valorizzazione del territorio, gestione seria e trasparente dei fondi europei, in particolare i fondi FAS. Fondamentale è il rilancio dell’industria tradizionale e dell’agroindustria nel territorio della nostra Provincia, con particolare attenzione e lo sblocco delle grandi opere pubbliche e il completamento delle infrastrutture”.

Sempre in mattinata, presso gli uffici della Prefettura di Avellino, l’incontro tra le Organizzazioni sindacali, gli industriali e i vertici della Novolegno , non ha portato a nulla di fatto: confermati i 63 licenziamenti e la messa in mobilità e rinviata la trattazione della questione al 3 settembre. Per l’Astec, la questione degli stipendi arretrati sarà discussa nella mattinata di domani. “La Cisl –continua Melchionna- non solo esprime solidarietà a tutti i lavoratori toccati dal problema rischio-lavoro, in condizioni di disagio economico e psicologico, ma ribadisce l’importanza del confronto e la concertazione tra le parti. La mobilitazione è uno strumento estremo, in un momento così delicato sarebbe inutile e controproducente tracciare una linea di demarcazione con gli organi politici, in questo caso con l’Ente Provincia, che almeno per il momento si è mostrato aperto al dialogo e disponibile a difendere i diritti di tutti questi lavoratori a rischio posto di lavoro. Inoltre, abbiamo chiesto alla Provincia di effettuare una verifica sul bilancio dell’Ente e, se possibile, impegnarsi per un aiuto economico a questi lavoratori”.

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