Riapre il palazzo Marchionale, il castello di Taurasi che fu di proprietà del principe madrigalista Carlo Gesualdo. Praticamente ultimato l’intervento di restauro dell’antico edificio, simbolo di Taurasi, perla del suo centro storico. Il cortile del castello, infatti, ospiterà l’Area Istituzioni nell’ambito dell’ottava edizione della Fiera Enologica Taurasi Docg (che verrà presentata domani alle 10.30 presso Palazzo Litto). Nel suggestivo spazio si svolgeranno i due convegni in programma e saranno allestiti gli stand dei partner istituzionali che partecipano all’evento che si terrà a Taurasi dall’11 al 15 agosto prossimi. Si tratta di un’anteprima. Perché tra tre mesi l’intervento di restauro del palazzo Marchionale sarà concluso. Il castello potrà così essere attrezzato per ospitare l’enoteca regionale dei vini d’Irpinia. E, più in generale, potrà prepararsi per diventare centro di promozione delle produzioni tipiche d’eccellenza d’Irpinia. Il merito del recupero dell’importante edificio va ascritto alla Comunità Montana Terminio Cervialto, presieduta da Nicola Di Iorio. L’intervento, infatti, è inserito nel programma “Villaggi delle Tradizioni”, programma di recupero di quattro borghi storici d’Irpinia, di cui l’ente sovracomunale di Montella è soggetto responsabile. In autunno la Comunità Montana Terminio Cervialto consegnerà il castello all’amministrazione comunale di Taurasi che è chiamata a gestirlo. “I quattro borghi medievali di Taurasi, Castelvetere sul Calore, Quaglietta e Volturara Irpina sono stati trasformati in luoghi pronti ad accogliere nuovi flussi turistici – spiega il presidente Di Iorio – attraverso la rifunzionalizzazione degli edifici, creando stanze albergo, residence, locali per la ristorazione, uffici turistici, ma anche recupero di antiche cantine e botteghe, senza snaturare i luoghi ma, anzi, valorizzando l’anima di quelle antiche pietre che rischiavano di scomparire nel nulla senza lasciare traccia. Oggi siamo in grado di offrire lo splendore e l’unicità della nostra terra che non ha nulla da invidiare alla Toscana o all’Umbria, ma anche case alloggio, bed & breakfast e ristorazione tipica. A chi vive in questi paesi abbiamo fatto rivivere il tempo in cui i loro luoghi non erano stati ancora violati dal tempo. A Taurasi il castello è chiuso da secoli alla cittadinanza. Quando riaprirà le sue severe porte, lo farà per riportarci indietro nel tempo, ma allo stesso tempo per permetterci di vivere ancora quelle atmosfere, continuando una storia che si è interrotta centinaia di anni fa. E che oggi riprende, carica di nuovi significati e di tante aspettative. E’ un onore per me poter restituire alla comunità di Taurasi, grazie al lavoro svolto dall’ente che presiedo, il castello, un pezzo importante della sua storia, del suo passato ma anche del suo futuro più prossimo”.
La storia
Il palazzo Marchionale di Taurasi resta uno degli edifici, volti alla difesa e all’amministrazione del territorio, più rilevanti per fattura tra le emergenze architettoniche d’Irpinia. Partito da un primo insediamento – costituito da due dongioni – il palazzo marchionale si è ampliato con il passar del tempo. Il castello è stato di proprietà del principe Carlo Gesualdo. Tanto che alcune fonti lasciano trasparire la possibilità che il grande madrigalista possa esser nato proprio nello storico edificio taurasino. E’ certo, invece, che Gesualdo abbia celebrato a Taurasi le sue seconde nozze con Eleonora d’Este. Nel testamento del principe musico, infatti, si consiglia alla consorte di trovare riparo e ristoro proprio presso il maniero taurasino, la più pregevole dimora gentilizia della Media Valle del Calore.
Il progetto
Hanno contribuito alla redazione del progetto, soprattutto nel suo iter amministrativo, il responsabile unico del procedimento, l’ingegner Ferdinando Chiaradonna, il presidente della comunità montana Terminio Cervialto, Nicola Di Iorio, e l’amministrazione comunale di Taurasi. La progettazione è stata affidata al professor Massimo Pica Ciamarra – che si è aggiudicato l’intera fase progettuale del programma “Villaggi delle tradizioni”. Hanno partecipato alla fase di redazione del progetto circa quaranta tecnici, tra architetti ed ingegneri, molti dei quali irpini. Il progetto definitivo è stato approvato: dalla comunità montana Terminio Cervialto in data 17 maggio 2003; dal Comune di Taurasi in data 12 luglio 2003. Il parere di conformità antincendio è stato emesso dal comando provinciale dei vigili del fuoco il 24 giugno 2003. La Sovrintendenza si è espressa in maniera favorevole il 6 giugno 2003.
Destinazione d’uso
Lo studio di fattibilità commissionato dalla Provincia di Avellino ha indicato il castello di Taurasi quale sede per l’enoteca dei vini d’Irpinia. E’ proprio questo l’input progettuale che ha consentito la redazione di un intervento di riqualificazione dell’edificio. Il restauro del castello di Taurasi, con la individuazione degli spazi d’uso del progetto esecutivo, permette di realizzare un sistema integrato di offerta enoturistica che avrà come punto cardine l’enoteca provinciale, capace di valorizzare e promuovere i territori e i prodotti vitivinicoli di qualità nonché le produzioni tipiche. Ai livelli –2, -1, piano terra potranno ubicarsi le attività legate alla promozione e valorizzazione dei prodotti eno-agricoli (informazioni, esposizione permanente, assaggio, vendita, spazi multimediali per informazione avanzata sull’enologia, ufficio tecnico – amministrativo, archivio consultazione). Al primo piano, spazi capaci di accogliere un centro studi, ricerche e formazione sul vino e sull’enoturismo. Al secondo piano sala per convegni e spazi espositivi che possono ospitare un museo del vino e della cultura locale. Non mancheranno allestimenti museali anche attraverso l’impiego di supporti multimediali.
