Taurano, Lorenzo commuove tutti: 24 giorni di agonia e il “miracolo” della Madonna del Rosario

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TAURANO- Le parole e la preghiera di Lorenzo Aprano hanno emozionato tutti i presenti in Piazza Freconia a Taurano. Il primo a mostrarla, una forte emozione e il volto rigato da qualche lacrima e’ stato lui stesso. Anche perche’ al suo fianco c’era padre Franco, che otto anni fa, come ha ricordato lo stesso Lorenzo, gli aveva somministrato “l’estrema unzione” con una “voce commossa e dalle mani tremanti, dell’ allora nostro parroco”. Invece Lorenzo era in Piazza ieri a raccontare quella storia, perché dopo 24 giorni di agonia in un letto del Moscati, dopo quel terribile incidente del 3 luglio 2018, quando per lui ormai le speranze si erano ridotte al lumicino, c’era stata la svolta. Per Lorenzo e tutti quelli che credono, si e’ trattato di un miracolo, quello della Madonna del Rosario. Cosi ieri sera, nel corso dell’incontro in Piazza Freconia per celebrare i 450 anni della nascita della Congrega del Rosario e del Miracolo della Grandinata, che lega la comunità di Taurano alla Madonna del Rosario, e’ arrivata la testimonianza del giovane, quella che il Comitato Festa della Madonna del Rosario e padre Vincenzo Romano, francescano e parroco di Taurano, hanno voluto fortemente far conoscere alla comunità, per celebrare un legame con la Madonna che sta nella storia e anche nell’attualita’ del comune del Vallo di Lauro. Sa di antico ma anche di moderno. “Mi è stata chiesta una testirnonianza riguardo al mio incidente avvenuto otto anni fa e sull’essere stato affidato in quel momento drammatico alla Madonna del Rosario”. Ha esordito Lorenzo, evidenziando come “a dire il vero mi sento a disagio, perché di quanto è avvenuto io non ricordo nulla, i miei ricordi sono fermi a quando ho preso il motorino, il resto per me buio. Ma tutto mi è stato raccontato, la dinamica della caduta non la conosco, il coma vissuto per ben 24 giorni combattendo tra vita morte nella degenza di Avellino, mi hanno detto che ho ricevuto l’estrema unzione dalla voce commossa e dalle mani tremanti di padre Franco, allora nostro parroco, delle tante preghiere innalzate per me da tutta la comunità per poi risvegliarmi dolorante in un letto di ospedale. Oggi non posso fare altro che ringraziarvi tutti per la vicinanza a me e alla mia famiglia, ma la prima a dover ringraziare la Madonna che noi veneriamo con il titolo di Madonna del Rosario”. Lorenzo ha voluto ringraziare la Madonna con “una semplice preghiera”, quella che ha letto, commuovendosi e lasciando una grande emozione in tutta la Piazza. “Ave Maria, Madre del Rosario, stella della sera del 3 luglio 2018. Tu eri lì quando la strada è diventata buia, quando il motorino mi ha tradito e il corpo caduto. lo non ricordo tutto, ma Tu si. Tu hai raccolto il mio respiro rotto e l’hai affidato al Tuo Figlio. Vergine fedele, ti ringrazio perché dove c’era solo dolore e sangue, tu hai messo le Tue mani. Dove i medici hanno detto “è grave”, Tu hai detto ” E’ Mio”. Dove io ho sentito paura, Tu hai messo la tua pace. Grazie perché mi hai ridato il respiro, il passo, la forza di alzarmi. Grazie per ogni cicatrice che oggi è memoria, non condanna. Grazie per le notti in ospedale in cui non ero solo. Grazie per le mani dei medici, che sono state le Tue mani vestite di bianco. Madonna del Rosario, quella sera per me hai cambiato il destino sulla strada. Non per i miei meriti, ma per il Tuo cuore di Madre che non lascia cadere nessuno dei Tuoi figli. Prendo questa seconda vita come una preghiera in più da dire. Ogni Ave Maria e’ un grazie, ogni momento e’ la mia storia riscritta con Te, Custodiscimi, Madre. Fa’ che la paura non diventi prigione, ma che diventi prudenza e lode. Fa che chi mi ha soccorso, chì ha pregato per me, chi ha pianto per me e con i miei cari, senta oggi il mio ringraziamento unito al Tuo. Vergine del Santo Rosario, consolatrice degli afflitti, salute degli infermi, prega per noi che ricorriamo a Voi”. Padre Vincenzo, ha voluto sottolineare nei suoi ringraziamenti, il lavoro della Commissione, in particolare quella richiesta che ad ottobre gli aveva rivolto il presidente del Comitato Festa, Sebastiano: “Un nipote ha voluto mettersi in gioco per fare memoria di tutta la bellezza che da bambino ha visto nella vita del nonno per animare la vita del suo paese”. E chiedendo a Lorenzo di salire sul palco, ha ricordato come come per la Croce di San Francesco, qualcuno ha salvato le mani, quelle della statua della Madonna del Rosario, che sono mani che non parlano “ma fanno grazie” e non solo quella del dito spezzato della statua portata fuori dalla Chiesa per bloccare la grandinata che avrebbe distrutto il raccolto e che invece smise di accanirsi nel momento in cui la statua della Madonna era apparsa davanti alla Chiesa (colpita da un fulmine che gli aveva spezzato un dito)
“ma anche grazie che sono accadute pochi anni fa e per questo noi facciamo memoria, invitando sul palco un fratello di Taurano, accogliendolo con un applauso. E ci raccontera’ la la sua memoria e il suo miracolopotremmo dire”. Il legame storico con quello della Battaglia di Lepanto, la nascita delle congreghe e delle arciconfraternite e il Rosario e’ stato tracciato con un lungo excursus da padre Franco, già parroco di Taurano. Il passato ma anche il presente, quello degli anni in cui Salvatore Maffettone, con il suo obiettivo, ha raccontato in un lungo video le processioni e i volti di quelli che ci sono stati e che non ci sono piu’, un omaggio, con una creazione di tre minuti per raccontare il miracolo della grandinata. Un lavoro che il primo cittadino di Taurano Michele Buonfiglio, ringraziandolo per l’ impegno, si e ‘ augurato di poter raccogliere in un vero e proprio Museo. Aerre