Tappa a Castelfranci per il Festival della Poesia del Mediterraneo

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Castelfranci – Domani alle ore 9.30, presso la Sala Consiliare del Comune di Castelfranci, si svolgerà la quattordicesima giornata del Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo, organizzata grazie al patrocinio dell’Amministrazione comunale e dedicata a “La Poesia italiana del Centro Italia del ‘900”.
La giornata, coordinata e diretta da Alessandro Di Napoli, componente del Centro di documentazione sulla Poesia del Sud, prevede i saluti di Giovanni Ferrante, Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Castelfranci, del sindaco di Castelfranci Eugenio Tecce, del vicesindaco Enrico Tecce, dei poeti Paolo Battista, Giuseppe Napolitano, Amerigo Iannacone e Giuseppe Panella. Le conclusioni saranno affidate a Paolo Saggese e Giuseppe Iuliano, del Centro di documentazione sulla poesia del Sud.
Le poesie saranno lette dagli alunni delle Scuole Elementari e Medie di Castelfranci e dagli autori.
La giornata, come le altre già dedicate alla poesia campana e toscana, rappresenta un ulteriore approfondimento dell’idea che il Centro di documentazione propone di una ricostruzione della poesia italiana come di una poesia non unitaria e di carattere policentrico, così come ha sostenuto anche di recente Alberto Asor Rosa.
Infatti, l’illustre studioso ha scritto: “A guardar bene … in quel percorso storico plurisecolare della nostra poesia si manifestano in Italia non una sola letteratura, ma più letterature, abbastanza diverse fra loro, anche se legate dal filo robusto della tradizione. Ciò appare vero, sia se le vicende letterarie italiane vengano esaminate lungo il loro svolgimento orizzontale (la storia), sia se vengano esaminate nella loro stratificazione verticale (rapporti centro-periferia)”.
E infatti, se volessimo andare alla ricerca di un’identità italiana, questa “fonde insieme unità e diversità. Questo non ce lo inventiamo noi oggi: lo hanno praticato per secoli i nostri scrittori. Diversi, spesso, ma anche uniti. Lombardi, ma italiani. Siciliani, ma italiani. Veneti, ma italiani. Romani, ma italiani. Ma anche viceversa: italiani, ma toscani. Italiani, ma piemontesi. Italiani, ma napoletani. In Italia non c’è unità senza diversità: ma non c’è diversità senza unità. Senza unità non c’è, non c’è mai stata cultura, non c’è letteratura ma solo disgregazione, folklore, mitologia tribale. Almeno così l’hanno sempre pensata i nostri più grandi scrittori, da Dante a Manzoni, da verga a Pirandello, da Gadda a Calvino. E non c’è motivo, mi sembra, per non continuare a pensarla come loro”.
Ecco, oggi a Castelfranci si porrà al centro l’idea dell’unità e della diversità, così come tra una settimana ad Ariano, quando si analizzerà la poesia marchigiana del Novecento, ospite presso il Liceo “Dorso” Adelmo Ruggieri, accolto dal Dirigente scolastico Francesco Caloia, e a cui prenderanno parte anche Nicola Prebenna e Franco Arminio.

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