Tabacco: un’emergenza nazionale. Coldiretti in campo

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Avellino – Con la campagna 2010 si apre per il settore tabacchicolo la seconda fase dell’Organizzazione Comune di Mercato prevista dalla Riforma del 2004 (la Riforma Fischler di Medio Termine). Dal 2010, infatti, il 50% della dotazione finanziaria per il sostegno al settore confluirà nei Programmi di Sviluppo Rurale e l’altro 50% continuerà ad essere pagato in forma di titoli disaccoppiati. Ci sarà, quindi, in Campania un aumento del 10% dell’importo dei titoli disaccoppiati maturati dai produttori di tabacco (fino al 2009 il premio disaccoppiato era pari al 40%). Pertanto, a decorrere dal 2010, il premio accoppiato al tabacco non sarà più pagato. Ciò avrà sicuramente un grande impatto sull’economia delle aziende tabacchicole della Regione Campania e della nostra Provincia visto i numeri che tale settore esprime. In Campania sono interessate alla produzione circa 6.500 aziende produttrici su una superficie di 10.000 ettari e una produzione di 400.000 quintali circa. Sono circa 30.000 gli addetti tra produttori diretti e lavoratori impegnati nell’indotto su un totale di circa 70.000 a livello nazionale. Nella provincia di Avellino questi sono i numeri del comparto: 2.000 aziende circa, con 1.700 ettari coltivati e una produzione di circa 64.000 quintali. “Quanto basta – scrive Coldiretti – per comprendere l’impatto che la seconda fase della Riforma avrà per la nostra economia e sulle nostre aziende”. A livello nazionale la Coldiretti, supportata dalle sue articolazioni campana e irpina, ed assieme all’Organizzazione Nazionale Tabacco Italia, già da tempo ha avanzato diverse e articolate proposte al Ministero con la presentazione di un Piano di ristrutturazione del settore che pone l’accento sulla necessità di valorizzare con un prezzo adeguato la produzione italiana che è di ottimo livello. “Ma qualsiasi altro intervento finanziario (art. 68 del Reg. 73/2009, la Misura 214 agroambientale del PSR) non va trascurato – si legge ancora nella nota – ma anzi perseguito con attenzione per recuperare, almeno in parte, la mancanza del 50% di valore della produzione sottratto a causa del disaccoppiamento. Da sempre difatti il settore del tabacco è stato ad alto valore aggiunto grazie ad un sostegno pubblico molto consistente che negli anni ha permesso che si sviluppasse un numero di passaggi sproporzionato rispetto alle effettive esigenze della filiera”. Anche il tabacco usufruirà del sostegno specifico previsto dall’art. 68 dell’Health Check della PAC con una dotazione di 21,5 milioni di euro che saranno erogati sotto forma di aiuti accoppiati, subordinatamente al rispetto di due condizioni, qualitative e contrattuali. In proposito il Decreto Ministeriale prevede che, all’interno del tetto stabilito, l’importo massimo del pagamento annuale supplementare, in base alla varietà, potrà variare dai 2 ai 4 euro al chilogrammo, con tagli orizzontali nel caso di superamento del plafond. Per quanto riguarda invece gli importi previsti dalla Misura 214 del PSR 2007/13 (agroambiente), a livello europeo, la Coldiretti sta perseguendo la strada di una rinegoziazione della Misura per ottenere una deroga al limite massimo attualmente consentito (600 €/ha) attraverso l’introduzione di azioni agroambientali che consentirebbero un sostegno più corposo in termini di aiuto ad ettaro per le superfici tabacchicole. “Come Coldiretti abbiamo anche chiesto la convocazione urgente di un tavolo Ministeriale – dichiara Giuseppe Licursi direttore della Coldiretti irpina – per discutere con le multinazionali del tabacco un’adeguata remunerazione della produzione”.
“I numeri del comparto parlano chiaro – dice Francesco Vigorita, presidente provinciale della stessa Organizzazione – e sono questi numeri che devono farci fare il possibile per ristrutturare un comparto che non può scomparire e avviarlo decisamente verso produzioni di qualità che hanno sicuramente mercato”.

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