Avellino – Il centro all’interno della coalizione del centrosinistra, il punto d’equilibrio di ‘Italia. Bene Comune’. Ma per Bruno Tabacci, intervenuto oggi al Circolo della Stampa di Avellino per incontrare i simpatizzanti di Centro Democratico, non sarà “… un centro delle furbizie che come Pier Ferdinando Casini scommette sullo stallo al Senato evocando instabilità al Governo, che come l’UdC pratica alleanze a macchia di leopardo perdendo tutta la propria credibilità, ma sarà un centro che mette il problema occupazionale al primo posto e che si dedica a favorire la ripresa del Paese in un’ottica di dimensione europea”.
Tabacci, accompagnato dall’ex senatore dell’IdV, Nello Formisano, fa sua l’esperienza maturata all’Assessorato al Bilancio, al Patrimonio e ai Tributi nella giunta di centrosinistra del sindaco di Milano Giuliano Pisapia per spiegare, in maniera pacata ma mai lesinando bastonate agli avversai, il suo programma di rilancio del Paese che – come già riferito ieri sera dal leader Pd Bersani al Teatro Gesualdo ad Avellino – “… parlerà ad una sola Italia, da nord a sud”.
Ad esempio, sulla questione Irisbus, l’ex Governatore Lombardo si dice pronto a “… riformulare una volta al Governo un nuovo piano trasporti. A Milano abbiamo investito molto sui mezzi pubblici e da sempre spingiamo per abbattere l’utilizzo dei mezzi privati in favore degli autobus e del trasporto di massa”.
“Bisogna voltare pagina – continua Tabacci – perchè con Berlusconi siamo diventati tutti stabilmente più poveri. Quello del PdL è un programma per un Paese scalcinato, un programma di un Paese che guarda all’amico Putin e non agli Stati Uniti. Noi pensiamo di ragionare sul vecchio continente perchè la storia ci dirà che l’Europa sarà il futuro”. E ancora, incentivi alle imprese specie nel Mezzogiorno, evasione fiscale (“… tasse ridotte se le pagano tutti”), lavoro, giovani e donne, abolizione delle province.
Parlando degli equilibri all’interno della coalizione e del dialogo con l’area Monti, Tabacci ha spiegato: “Io mi sento un moderato radicale. Quando abbiamo pensato di realizzare l’intesa con il centrosinistra, non voleva dire che saremmo entrati nel Pd. Abbiamo delle precise opinioni e siamo radicali nelle nostre convinzioni, pur nel rispetto delle altrui opinioni. Per questo motivo, non ho mai avuto alcun problema a relazionarmi con la sinistra. Ad esempio, in materia di diritti civili, ci siamo dichiarati favorevoli ad un riconoscimento giuridico per le coppie omosessuali, come abbiamo fatto a Milano. Restiamo però contrari al matrimonio fra persone dello stesso sesso e alle adozioni per le coppie gay. Non abbiamo difficoltà a dialogare con nessuno – ha concluso – tranne che con gli sfasciacarrozze, con chi usa la politica per interessi personali”.
