Sviluppo sostenibile: Campania 14esima regione… la prima del sud

0
116

Sviluppo sostenibile: un concetto che compare spesso nelle dichiarazioni dei rappresentanti del mondo della politica e di quello delle istituzioni. Ma di cosa si tratta precisamente? Forse non tutti sanno che con questa espressione si intende una forma di sviluppo di un contesto basato su più livelli, quello economico, quello ambientale e quello sociale in primis, tale da non esaurirsi nell’immediato, ma in grado di riverberare i suoi effetti anche per le future generazioni. Un assunto, insomma, che investe una vasta e complessa quantità di elementi e che va caratterizzato rispetto al territorio, per il quale è di oggi la pubblicazione da parte di Repubblica della radiografia italiana in materia. Lo studio è stato eseguito da quattro ricercatori dell’Università di Pisa – Matteo Floridi, Simone Pagni, Simone Falorni e Tommaso Luzzati – e si è strutturato su base regionale con l’assegnazione di un peso ponderato ai riscontri di otto indicatori: crescita socio-economica, inclusione sociale, trasporti sostenibili, risorse naturali, capacità di fronteggiare i cambiamenti climatici, energia, salute pubblica e consumi sostenibili.
Il responso dell’indagine, com’è facile immaginare, non restituisce buone indicazioni per la Campania. La nostra regione non rientra nelle maglie nere della classifica – riservate alla Sardegna 18esima con 45 punti, alla Puglia penultima con 41 punti e alla Sicilia, che chiude con 38 punti – ma conferma ancora una volta come in fatto di crescita il Meridione paghi sempre quel gap atavico che lo divide dal resto del paese. La Campania è infatti 14esima con 48 punti insieme al Friuli Venezia Giulia, ma, ciò nonostante, è la prima del sud in graduatoria, seguita a ruota da Basilicata, Calabria e Molise. Nelle alte sfere trovano invece posto l’Abruzzo e la Toscana, staccate di ben 8 e 5 punti dalla capolista Trentino Alto Adige, che totalizza un rotondo 62.
Tra le curiosità dello studio, che verrà ufficialmente presentato a Firenze in una tre giorni che partirà il prossimo 25 novembre, spiccano sicuramente alcuni risultati parziali, come la leadership del Trentino in fatto di basso indice di disoccupazione, equa distribuzione del reddito e formazione permanente: elementi, che sommati, chiariscono indubbiamente il segreto del successo della regione settentrionale. Singolare anche il dato relativo ai titolari d’impresa con cittadinanza straniera, che vede primeggiare la Toscana e la speciale classifica delle risorse naturali, che premia le tante aree protette della Liguria, mentre al Piemonte vanno i consumi e produzioni sostenibili, grazie a un accorto mix di raccolta differenziata e industria biologica. E il sud? Resta ancora, come sempre o quasi, alla finestra.
Insomma: il mondo si avvia verso la sfida dello sviluppo sostenibile, l’Italia, con alterne fortune, prova ad attrezzarsi. A noi non resta che sperare, a quanto pare, di non perdere l’ennesimo treno.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here