Sviluppo del Mezzogiorno: venerdì l’incontro tra Regioni e Governo

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Lo sviluppo del Mezzogiorno passa attraverso la sinergia. Questo il quid dell’incontro tra le otto Regioni meridionali, i Sindacati Confederali e Confindustria col Governo per decidere le iniziative più adeguate per lo sviluppo del Mezzogiorno. Un progetto che prenderà vita il prossimo 1 settembre, una occasione non solo per il Mezzogiorno, ma per l’intero Paese per contribuire alla crescita del Pil e dell’occupazione nel territorio. La discussione è accelerata da una serie di fattori: tra questi in primis la gravità della situazione in termini economici e sociali e l’alto tasso di disoccupazione giovanile e femminile. “La discussione sullo sviluppo delle aree meridionali – ha spiegato l’ex segretario regionale della Cgil Raffaele Pirozzi – partirà dalla Finanziaria, sarà approvato da tutte le parti interessate. La riunione del 1 settembre è importante in quanto le 4 Commissioni insediate nel mese di agosto dovranno effettuare degli approfondimenti sulle problematiche contenute nel documento”. Rendere convenienti gli investimenti nel Mezzogiorno attraverso una politica fiscale favorevole e contestualmente prevedere delle compensazioni fiscali per le regioni a Statuto Speciali e per quelle che sono uscite dall’obiettivo 1; accompagnare la riduzione della fiscalità con risorse finanziarie aggiuntive per organizzare un migliore e più efficace contrasto alla malavita organizzata dove essa è più forte; prevedere “Zone Franche” sul modello francese, già approvato dalla Commissione Europea; fornire aiuti alla piccola e media impresa per un ammontare di 2 milioni di euro da utilizzare per spese del personale, ammortamenti di interessi passivi, acqua, imposte: queste le tematiche che necessitano della massima priorità. “Lo sforzo che si chiede all’intero Paese – continua Pirozzi – deve essere accompagnato da analogo impegno delle istituzioni locali, capaci di assumere decisioni sollecite e rapide per evitare il vanificarsi delle risorse finanziarie che saranno stanziate. Il tutto dovrà avvenire con adeguati progetti in cui sia affermata la programmazione strategica per obiettivi e con un calcolo costi-ricavi della spesa pubblica. Insomma applicare per la spesa pubblica quello che normalmente fanno le aziende private prima di effettuare rilevanti investimenti. In una fase nella quale l’intero Paese è chiamato a fare sacrifici bisogna utilizzare al meglio le risorse che saranno messe al disposizione”.

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