Ariano Irpino – Secondo i dati Istat il nostro capoluogo è primo nel sud insieme alla provincia di Potenza per numero di suicidi. Con 7 per ogni centomila abitanti la provincia di Avellino è uno dei territori che risente maggiormente del problema. Il dato non è meno preoccupante per i tentativi di suicidio. In particolare dal gennaio del 2007 nei comuni dell’Asl Av 1 si sono registrati 13 suicidi e altrettanti tentati suicidi. Di fronte ad un dato così preoccupante la Regione Campania ha cercato di rispondere approvando il 29 dicembre scorso con delibera degli assessori regionali Marano e D’Amelio (allora assessore alle politiche sociali), un progetto che prevede 700mila euro per la costituzione, presso l’Asl Av 1, di un Osservatorio sui suicidi. L’iniziativa, avrà come responsabile Antonietta Esposito, dirigente sociologa dell’Asl Av1, responsabile amministrativo il dottor Michele Gelormini e referente scientifico il professore Giuseppe Dell’Acqua, direttore del Dsm di Trieste. L’osservatorio affronterà il problema dei suicidi attraverso un progetto che prevede l’istituzione di un numero verde per le richieste di aiuto attivo 24 ore su 24 tutti i giorni, compresi i festivi, e una linea telefonica attiva presso ciascun distretto che si pone l’obiettivo di ascoltare i disagi di coloro che vivono una situazione di insofferenza nei confronti della vita. L’iniziativa prevede inoltre l’impegno delle scuole, nelle quali sarà predisposto un gruppo di sostegno e di ascolto e l’attivazione del sistema della peer–education. Un gruppo di esperti inoltre analizzerà, in un clima di collaborazione, le cause del dato allarmante che negli ultimi anni sta investendo la nostra provincia, valutando gli stili di vita e il livello di insoddisfazione degli adolescenti. Verranno quindi realizzati dei registri telematici, aggiornati ogni sei mesi, della popolazione a rischio suicidio. Nei primi tre mesi di vita l’Osservatorio vedrà l’insediamento e la costituzione del nucleo operativo centrale e distrettuale, successivamente si conseguiranno i protocolli d’intesa con istituzioni e agenzie coinvolte, la creazione dell’organo collegiale e i contatti con i sindaci dei 54 comuni interessati, oltre all’attivazione dei numeri verdi. (di Oderica Lusi)
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