Avellino – “Il Mezzogiorno dispone di grandi risorse ed opportunità. L’Irpinia stessa, per collocazione logistica, può ambire a sfruttare gran parte di queste risorse e posizionarsi come piastra logistica fondamentale – tra l’Est e l’Ovest del Paese – per lo sviluppo dell’intero Sud verso l’Europa”. Così il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, intervenuto questa mattina presso la sala conferenze della Camera di Commercio di piazza Duomo ad Avellino per il convegno-dibattito, voluto dal presidente della Provincia, Cosimo Sibilia, sul tema ‘Il nuovo welfare: un impegno per le aree meridionali’.
Seduti al tavolo con l’ex funzionario dell’Onu, i padroni di casa Sibilia e Giuseppe Solimine, assessore provinciale al lavoro, Silvio Sarno, numero uno degli industriali irpini, Mario Melchionna, segretario provinciale della Cisl, Donato Cataldo, presidente del Consorzio dei Servizi Sociali Alta Irpinia, ed il moderatore del summit Generoso Picone, della redazione provinciale de Il Mattino.
All’appuntamento, inoltre, hanno presenziato le più alte cariche istituzionali e militari della provincia. In platea presenti anche Giuseppe Gargani, Roberto Castelluccio, la Giunta provinciale al completo, il vice presidente Giuseppe De Mita ed il presidente del Consiglio provinciale Vincenzo Alaia, diversi consiglieri di Palazzo Caracciolo tra cui Pio Gagliardi (che prima dell’assemblea ha consegnato, con il sindaco di Solofra, Antonio Guarino, e il numero uno dei conciatori solofrani, Michele De Maio, un documento al Ministro sulla realtà del distretto nella cittadina della concia, ndr), Ettore de Conciliis, Girolamo Giaquinto, i massimi rappresentanti delle sigle sindacali, il primo cittadino di Avellino, Pino Galasso, il comandante dell’Arma dei Carabinieri, Gianmarco Sottili, il capo della Questura, Antonio De Iesu, il comandante delle Fiamme Gialle, Mario Imparato.
LA SFIDA DEL MEZZOGIORNO – La mattinata dei lavori si è snodata attraverso gli interventi dei vari esponenti presenti al tavolo dei lavori. Le conclusioni sono state, quindi affidate, all’ospite dell’incontro: “È un momento decisivo per le sorti dell’Italia – ha spiegato Sacconi – Il momento di assecondare la vocazione italiana ad andare verso l’oltre, testimoniata ad esempio da imprenditori anziani, magari senza eredi, che in punto di morte mettono miliardi di tasca propria nell’azienda, per un senso di dovere e di riconoscenza verso la comunità”.
Secondo il Ministro, il Paese sta attraversando una fase decisiva “… perché la società e l’economia sono in bilico tra una possibile nuova fase di sviluppo e un possibile declino”.
Ragioni del declino che per Sacconi sono tutte europee: “La prevalenza dell’asse transpacifico sull’asse transatlantico espone la vecchia Europa al ‘rattrappimento baltico’ della sua capacità di crescita: quel poco di crescita è legato alla portualità del Baltico, tagliando fuori l’Europa mediterranea. L’unica via di uscita è rilanciare l’Europa intesa nella sua integralità geopolitica, Russia inclusa, a forte dimensione mediterranea, che alimenta e partecipa di quella che potrebbe essere, dopo Cina, India e Brasile, la quarta economia emergente, dal Nord-Africa al Golfo, al Medioriente. Le intuizioni di Berlusconi sono state tutte in questa direzione: Putin, Erdogan, Gheddafi, e non solo. In questa visione l’Italia diventa baricentrica e può cogliere grandi opportunità, dalla portualità dell’Alto Adriatico all’intero Mezzogiorno”.
Ma Sacconi avverte: “Il Sud deve iniziare a ragionare come una sola identità. Ha una grossa opportunità davanti come pure grandi sono le possibilità che questo treno venga perso. Se i bacini portuali del Nord Africa si attiveranno in tempi più brevi, il Mezzogiorno d’Italia e il Sud dell’Europa si ritroveranno in grosse difficoltà”.
INCREMENTO DEL CAPITALE UMANO – Ed è in questa visione d’insieme che si declina l’attenzione verso il sociale. “Servono investimenti nel capitale organizzativo, nel capitale umano e nel capitale fisso investito e più in generale condizioni di incoraggiamento alla società – spiega – La vera capacità di crescita di un’area corre di pari passo con la vitalità demografica. Il Governo si sta dimostrando lungimirante agendo lungo tre direttrici principali: stabilità finanziaria pubblica, liquidità ed occupabilità”.
Due le osservazioni che Sacconi ha proposto in merito alla tematica: sostegno alla natalità e apprendimento (o formazione). Relativamente all’ultimo punto il Ministro ha espresso parere favorevole sulla proposta – avanzata poco prima da Solimine – dell’istituzione ad Avellino di una scuola di alta specializzazione e formazione, purché “… vengano rimodulati i paradigmi e riproposti secondo tre finalità: il lavoro come parte fondamentale del processo educativo, l’impresa tra gli attori principali dell’apprendimento e la valutazione effettiva del mestiere della persona”.
CRISI DELLA DOMANDA E CENTRALITA’ DELLA PERSONA – Per Sacconi “… la ripresa alla fine della crisi non sarà lineare ma costituirà un punto di selezione molto duro. Ed il Governo non si è solo attivato per contenere gli effetti della crisi anche perché se è vero che ci avviciniamo sempre più al punto d’uscita, contemporaneamente rischiamo di allontanarci dal punto d’entrata”.
Questione Sanità campana: Sacconi non lesina bacchettate agli amministratori regionali: “In Campania c’è un enorme disagio ed è legato al fatto che le strutture ospedaliere presenti non offrono la soluzione più appropriata ai problemi della gente. Manca la cultura della ‘presa in cura’ del paziente sin dalla nascita. Diventa, a questo punto, importante il concetto di fare comunità, organizzare un modello di Sanità incentrato sulla persona che (riallacciandosi alla vicenda degli ammortizzatori sociali, ndr) rappresenta un poderoso investimento sulla tutela del reddito”.
Infine, il risveglio del Mezzogiorno passa, come ha affermato Sacconi nelle conclusioni, “… attraverso quella naturale propensione ad ascendere verso l’oltre, a prescindere dalla fede; altro che riproporre logiche da vecchio meridionalismo. L’importante è risvegliare e sollecitare i migliori istinti del Paese e contrastare ogni tentazione nichilista”. (anpi)
