Sperone – Anticonvenzionale, schietto, a tratti quasi irriverente, ma con garbo. Sono stati questi i toni sulle cui fila si è mosso “Consequentia rerum”, un dibattito – incontro che ha cercato di sciogliere i nodi legati alla riforma sul federalismo fiscale…’ha cercato’. Poiché proprio l’ospite d’onore, il noto costituzionalista Roberto Bin, invitato a relazionare e a fare luce sulla intricata filosofia politica che ruota intorno a quest’annosa questione, ha esordito asserendo di non capirci niente: “Sono spiacente di deludere le vostre aspettative – ha detto alla platea – ma non sarò certamente io a fare luce su un qualche cosa che praticamente non esiste”. Questa la frase che ha fatto da incipit alla relazione di Bin, docente di Diritto Costituzionale, presso l’Università di Ferrara.
Il convegno, organizzato in sinergia dalle Associazioni “Dietro le quinte” e “Vivere Baiano”, con la collaborazione dei Fora Comunali della Gioventù di Avella, Baiano e Mugnano del Cardinale e con il Patrocinio del Comune di Sperone, ha rappresentato il secondo dei tre appuntamenti fissati nell’ambito di “Agorà democratica”, un progetto itinerante di lettura della carta costituzionale.
Al tavolo dei lavori, il ‘padrone di casa’, il sindaco di Sperone, Salvatore Alaia, il presidente dell’associazione “Vivere Baiano”, Silvana Acierno, e Maria Orefice, segretaria di “Dietro le quinte” in veste di moderatrice del dibattito. Presente in platea anche il sindaco di Sirignano, Raffaele Colucci.
Bin ha dichiarato di aver fin dal principio apprezzato la tematica del convegno su cui era stato invitato a relazionare proprio dall’Associazione “Dietro le quinte”. “Nella mia vita ho imparato a rifiutare quasi tutti gli inviti a noiose e stantie conferenze, ma non posso non rispondere alle iniziative che partono dai giovani”. Provocatorio, ironico, addirittura divertente, il professor Bin ha letteralmente ‘intrattenuto’ la platea degli intervenuti, illustrando il proprio, personale e non celatamente fazioso, punto di vista. Né anti né filo federale, così si è definito Bin, perché “il federalismo per ora è una scatola chiusa di cui non conosciamo il contenuto”.
Bin non ha lesinato a punzecchiare ‘Il carroccio’, “quelli con il fazzoletto verde”. “Chi parla di federalismo, dà come primaria giustificazione e motivazione il diritto di poter amministrare i propri soldi a casa propria…ma io non capisco come si possa pensare che il denaro in Italia giri rispettando le frontiere regionali. Come si può pensare che la ricchezza prodotta in Lombardia rimanga in Lombardia?”
Bin, volutamente, non ha lasciato le idee chiare, insomma, ma di sicuro il suo intervento rimarrà negli annali per forza provocatoria e per essere stato alla portata di tutti, soprattutto di chi non mastica il ‘giuridichese’.
Come sempre, nei convegni organizzati da “Dietro le quinte” e “Vivere Baiano”, l’incontro è stato altamente interattivo e ha lasciato spazio a numerosi interventi del pubblico. Osservazioni, critiche, perplessità sono state sollevate da chi coraggiosamente ha ribattuto all’intervento di Bin, che volentieri si è sottoposto ad un vero e proprio ‘terzo grado’.
Ma è proprio questo lo spirito che anima “Agorà democratica” e le sue associazioni promotrici: la voglia, disinteressata e gratuita, di sensibilizzare la cittadinanza alla corretta informazione e alla conoscenza di attuali, di incentivare la partecipazione attiva e consapevole alla vita del Paese di uomini e donne accomunati dal senso di cittadinanza mediante il dialogo e il libero confronto. (di Oderica Lusi)
