Sturno Sogna: ‘La marcia dei pinguini’ emoziona e fa riflettere

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Sturno – Ancora grande cinema a Sturno in occasione del penultimo appuntamento della VII rassegna cinematografca “Sturno Sogna 2006”. Appuntamenti che stanno ottenendo un grandissimo successo di critica e di pubblico con grande soddisfazione del Direttore artistico Loreta Di Chiara. Domani visione dello straordinario film per famiglie “La Marcia dei Pinguini” che ci mette di fronte alle peripezie che deve affrontare quest’adorabile creatura, il pinguino imperatore, per mettere al mondo dei figli. “Il coraggio – ha affermato Di Chiara – oltre a quello dei pennuti protagonisti, è quello del regista e biologo Luc Jacquet, che ha trascorso più di un anno sui ghiacci dell’Antartide marciando avanti e indietro insieme ai suoi eroi. Ogni storia che la natura ha da raccontare ha il suo fascino, ma noi umani siamo sempre troppo presi dal nostro mondo per fare caso a quello che succede tra gli altri esseri viventi. Così, la grande avventura del pinguino imperatore è stata scoperta soltanto nel ventesimo secolo. Alla fine dell’estate, il misterioso richiamo dell’istinto convoca il popolo degli imperatori fuori dalle acque dell’Oceano, dove questo si trasforma in immensa banchisa glaciale. Attraverso quel deserto bianco, i pinguini dovranno marciare verso l’oamok, un piana sufficientemente riparata dove il ghiaccio è abbastanza spasso da proteggere la danza dell’amore e la lotta per la sopravvivenza. Cento chilometri da percorrere, venti giorni di cammino senza sosta per questi goffi ma pazienti marciatori, senza la possibilità di nutrirsi: ma soltanto sull’oamok potranno nascere i piccoli, la speranza di prosecuzione nel mondo di questo popolo dei ghiacci. Una volta deposto l’uovo, se il pulcino sopravvive i due genitori sono costretti ad alternarsi nelle cure, tornando a turno all’oceano per riprendere le forze e raccogliere provviste – il più delle volte, non riuscendo più a incontrarsi. Una vera odissea parentale che dura tutto il lunghissimo inverno antartico e che si conclude con l’ultima marcia – quella del giovane pinguino dall’oamok all’oceano, per il suo battesimo acquatico. La miracolosa tenacia dei settemila protagonisti è sufficiente a rendere il soggetto interessante, ma non era certo facile raccontarlo in maniera esauriente, immediata, istruttiva e appassionante. Pur non brillando di ardimento e originalità in nessuno dei suoi elementi, la sceneggiatura riesce nell’intento”.

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