Strage bus, il meccanico “sconfessa” il titolare dell’officina. Processo verso la conclusione

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Il processo d’Appello per la strage di Acqualonga del 28 luglio 2013 si avvia verso la conclusione, almeno per quanto riguarda la sua fase istruttoria.

Nelle prossime udienze, calendarizzate sempre presso il nuovo Palazzo di Giustizia napoletano i prossimi 9 giugno e 7 luglio, verranno ascoltati in aula alcuni degli imputati che forniranno dichiarazioni spontanee. Tra questi anche Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e di Atlantia. Assolto durante il processo di primo grado, la Procura di Avellino si era opposta alla decisione del giudice Luigi Buono sull’ex manager. Per Castellucci la richiesta di processo anche per l’indagine genoana sul crollo del ponte Morandi.

Stamane in aula è stata invece ascoltata la testimonianza del meccanico Pierino Tammaro, dipendente di un’officina di Volla che avrebbe effettuato manutenzione sul bus di proprietà di Gennaro Lametta finito poi nella scarpata dopo un volo di circa 30 metri. Era stato proprio l’avvocato Sergio Pisani, legale di Lametta, condannato in primo grado a 12 anni di reclusione, a richiedere fortemente l’escussione del meccanico, tirato in ballo già nel processo che si è tenuto ad Avellino ma di cui precedentemente si conosceva soltanto il nome di battesimo.

Tammaro, secondo la versione fornita, avrebbe lavorato per ben sei anni nell’officina di Pasquale Favilla e in aula ha ricordato come Gennaro Lametta portasse periodicamente il mezzo a effettuare la manutenzione. Addirittura proprio prima dell’incidente, il pullman sarebbe rimasto in officina diversi giorni per effettuare il tagliando. Dunque una versione che si discosta non poco da quella del titolare Favilla, che invece in primo grado aveva sostenuto il contrario. Per quanto riguarda invece la famosa registrazione effettuata proprio da Lametta pochi giorni dopo l’incidente, il meccanico ha affermato di non riconoscere la propria voce.