Strage Acqualonga, slitta a data da destinarsi la prima udienza del processo d’Appello

Strage Acqualonga, slitta a data da destinarsi la prima udienza del processo d’Appello

17 Dicembre 2019

Renato Spiniello – Slitta a data da destinarsi la prima udienza del processo di Appello per la strage di Acqualonga del 28 luglio 2013, quando a bordo di un bus con l’impianto frenante guasto persero la vita 40 passeggeri provenienti da una gita religiosa, rimasti intrappolati nella folle corsa del pullman giù dal viadotto autostradale dopo lo sfondamento delle barriere di protezione laterali.

C’eravamo lasciati l’11 gennaio con la sentenza di primo grado, pronunciata dal giudice monocratico del tribunale di Avellino Luigi Buono, che condannava a 12 anni il proprietario del bus, Gennaro Lametta, a 8 anni la funzionaria della Motorizzazione civile di Napoli, Antonietta Ceriola, e a pene tra i 6 e i 5 anni altri sei tra dipendenti ed ex dipendenti della società Autostrade per l’Italia, competente per la tratta in questione.

Assolti invece sei dirigenti e funzionari della medesima società, tra i quali l’ex amministratore delegato Giovanni Castellucci, dimissionario dal medesimo ruolo anche dal gruppo Atlantia, che ne ha sospeso la maxi buonuscita da 13 milioni di euro.

E’ – in particolare – contro quest’ultima assoluzione che i titolari dell’inchiesta, il Procuratore capo della Repubblica di Avellino Rosario Cantelmo e il sostituto Cecilia Annecchini, hanno formalizzato il ricorso in Appello. Per i due magistrati, infatti, le barriere insicure di Acqualonga furono frutto di “una chiara e inequivoca scelta operativa con contestuale assunzione di responsabilità” dello stesso Castellucci.

Il manager rischierebbe anche per un’intercettazione shock che ha coinvolto l’ex direttore di Tronco Paolo Berti, condannato in primo grado per Acqualonga, il quale – registrato dagli inquirenti – rileva a un altro tecnico di aver mentito al processo per non mettere nei guai altre persone. Intercettazione riportata negli atti della Procura di Genova in uno dei quattro diversi filoni dell’indagine sul crollo del Ponte Morandi.

Le tesi dei magistrati della Procura irpina ora saranno portate avanti dalla Procura generale di Napoli, in particolare dal sostituto pg Stefania Buda. Tuttavia la prima udienza sarebbe saltata a causa di una difetto di notifica o per omessa notifica come sostenuto da Autostrade.