Strage Acqualonga, anche al processo d’Appello è scontro sulle barriere. L’ing. Migliorino: “Andavano sostituite”

Strage Acqualonga, anche al processo d’Appello è scontro sulle barriere. L’ing. Migliorino: “Andavano sostituite”

7 Maggio 2021

“Quella barriera andava sostituita e Autostrade per l’Italia aveva il compito di monitorare lo stato dei New Jersey con controlli approfonditi, verificando il serraggio e lo stato di corrosione dei tirafondi”. Ne è sicuro l’ingegnere Placido Migliorino, dirigente dell’Ufficio Ispettivo del Mit, nel corso dell’udienza d’Appello del processo relativo alla strage di Acqualonga del luglio 2013.

Insieme al tecnico incaricato al controllo formale degli interventi, nel nuovo Palazzo di Giustizia napoletano è stato ascoltato anche all’ingegner Carlo Cresta dell’Anac. Anche per quest’ultimo le barriere del viadotto Acqualonga andavano sostituite. Di parere opposto i vertici di Aspi, che al contrario affermano la “buona capacità prestazionale” delle barriere.

Lo scontro, anche in secondo grado, resta dunque sulle condizioni dei New Jersey sfondati dal bus a forte velocità, prima di finire la sua corsa giù dalla scarpata cagionando la morte di 40 persone.

Il prossimo 20 maggio è fissata la prossima udienza: dal collegio presieduto dal giudice Domenica Miele dovranno essere ascoltati gli ingegneri di Autostrade Spa Testa e Valeri.