Strage A/16, i piccoli salvati dall’amore di nonni e genitori

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Avellino – Sono 5 i bambini sopravvissuti alla strage dell’autobus sull’A/16 in Irpinia. Sono tutti ricoverati al Santobono di Napoli e alcuni di loro lottano ancora tra la vita e la morte.
I familiari che erano con loro nel momento in cui quel maledetto autobus ha perso il controllo ed è finito giù dal viadotto per oltre 25 metri avrebbero istintivamente abbracciato figli o nipoti, in un estremo gesto d’amore. Sono feriti – due in gravi condizioni – ma vivi. Facile immaginare che in quei pochi secondi del dramma, dal momento in cui il bus ha cominciato a sbandare fino al volo nel burrone, mamme, papà e nonni li abbiano abbracciati in un istintivo gesto di protezione. Forse proprio quello che ha regalato loro la salvezza.

Le condizioni dei piccoli. Due bimbi sono ricoverati in Rianimazione: Francesca, 3 anni, molto grave, operata nella notte tra domenica e lunedì per una frattura al cranio: molto probabilmente, sarà nuovamente sottoposta a intervento chirurgico per un’altra frattura. Nello stesso reparto anche Cristoforo, 3 anni e molto grave. In Neurochirurgia, non in pericolo di vita, c’è Marco, fratello di Francesca, di 10 anni con una frattura alla mandibola. Accanto a lui una bambina di 4 anni, Maria, che ha fratture alla tibia e al perone. L’ultima bimba, Marianna, ha 10 anni, ed è ricoverata in Chirurgia d’urgenza per una frattura alla mandibola. E poi c’è Arianna, 9 anni, che era partita con la nonna Luisa Rocco, 73. Ricoverata, con il viso coperto dalle bende, continua a chiedere di lei, che l’ha salvata. Ma la mamma, che l’ha subito raggiunta in ospedale, non le ha comunicata l’orribile notizia: nonna Luisa è morta nello schianto.

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