Nove storie in novanta secondi: l’associazione Ossigeno ricorda il terremoto

Nove storie in novanta secondi: l’associazione Ossigeno ricorda il terremoto

15 Novembre 2019

Nove storie in novanta secondi per raccontare il passato, guadando al
futuro. È questo lo spirito che ha mosso l’Associazione Ossigeno ad organizzare per sabato 23
novembre, presso la Chiesa del Carmine, alle ore 17:30, un evento dal titolo “Sisma
Novantasecondi”. Un incontro per rivivere quella drammatica domenica sera di 39 anni fa, quando
un boato squarciò l’anima della nostra città.
Racconti di gente comune. Di chi c’era e ha vissuto quei momenti, di chi non c’era ma che ha visto
dalla Tv le immagini di una terra, la sua terra, ormai martoriata. Ma soprattutto di chi è venuto
dopo. Delle nuove generazioni, che hanno dovuto raccogliere un’eredità sicuramente troppo
pesante, come quelle rovine, ritrovandosi in un fazzoletto di terra ormai reso arido (anche di
sentimenti) dalla polvere di quella sera. E da quella che è arrivata dopo.
Una città seppellita dalle macerie, ma dove c’è ancora uno spiraglio che può permettere alle nuove
generazioni di affacciarsi per prendere Ossigeno nuovo e guardare al futuro. “Sisma
Novantasecondi” è questo: partire dai racconti del passato, per farne tesoro e permettere a chi non
c’era di guardare oltre quella linea dell’orizzonte, che per molti, quella tragica sera del 23 novembre
1980, è stata cancellata dalla polvere. Dalle macerie. Dalla morte. Ma anche per ritrovare quel senso
di comunità sempre più flebile.
Riscoprire quel sentimento per trasferirlo ai giovani nella certezza che ne faranno tesoro, è questo
l’obiettivo dell’incontro organizzato da Ossigeno, per permettere a chi, pur non avendo vissuto
quegli interminabili 90 secondi, è ancora oggi inconsciamente prigioniero di quelle macerie.
«Il sisma ha resettato la nostra identità e il nostro essere comunità – racconta Rita Cesta
dell’Associazione Ossigeno -. Abbiamo la necessità di creare una sintonia con le generazioni che
si sono succedute, donare loro le nostre esperienze e da queste generazioni ripartire. Il mio invito,
così come quello dell’Associazione Ossigeno, è a partecipare per raccontarsi, per condividere
quello che per ognuno di noi sono stati quei 90 secondi, avendo una certezza: abbiamo il dovere di
restituire ai nostri giovani quel futuro che ci è stato rubato in quel minuto e mezzo».