Stir Pianodardine: semaforo verde per l’ammodernamento, solo Manocalzati dice no

Stir Pianodardine: semaforo verde per l’ammodernamento, solo Manocalzati dice no

9 Aprile 2018

Semaforo verde per l’ammodernamento dello Stir di Pianodardine. Questo quanto emerso dalla conferenza dei servizi svoltasi oggi presso il Centro direzionale di Avellino. Protagonisti del dibattito i sindaci della Valle del Sabato, le associazioni ambientaliste e i dirigenti di Irpiniambiente e della Regione Campania.

Si tratterebbe, almeno da quanto dichiarato dagli addetti ai lavori di “un adeguamento alle nuove tecnologie, all’ottimizzazione del ciclo lavorativo e all’ammodernamento dell’impianto. Partendo dallo stralcio definitivo dell’impianto di compostaggio e dallo stoccaggio dei rifiuti pericolosi ed ingombranti. La variante Aia Stir di Avellino prevede, inoltre, una riduzione del quantitativo di conferimento di rifiuti per circa 1600 tonnellate all’anno (da 116.100 a 114.500) mirando alla valorizzazione dei rifiuti differenziati ed indifferenziati”.

Tutti favorevoli tranne il Comune di Manocalzati. “Mettiamo un punto a questa storia – ha precisato l’ex sindaco Pasquale Tirone  – Non possono essere investiti ulteriori soldi per realizzare un muro utile ad isolare il fiume dall’impianto del cdr sapendo che le Istituzioni non sono state in grado di togliere le ecoballe, ovvero spazzatura che inquina da anni. Sono anni che sentiamo parlare di proposte ma la difesa del territorio passa sempre in secondo piano. Per questo motivo diciamo no all’ampliamento dello Stir qualsiasi possa essere la conseguenza nella gestione dei rifiuti” .

Sulla stessa linea d’onda i rappresentanti del Comitato ‘Salviamo la Valle del Sabato’. “Stiamo patendo già troppi soprusi ed abusi su questo territorio – ha precisato Rosa De Padua del Comitato –  lo Stir rappresenta una delle principali fonti di inquinamento per la Valle del Sabato per questo motivo non consideriamo meritevole di valutazione positiva qualsiasi progetto di ristrutturazione o riorganizzazione se non una definitiva delocalizzazione con successiva bonifica dell’area”.

Franco Mazza, Presidente del Comitato, in un post su facebook (al termine dell’incontro fiume di questa mattina) ha dichiarato: “Solo il comune di Manocalzati coerente nella scelta di dire no all’ampliamento dello Stir. Vergognosa  – in un altro post pubblicato sulla pagina Salviamo la Valle del Sabato – la posizione del Comune di Avellino che sconfessa la delibera votata all’unanimità dal consiglio comunale. Un atto di grave scorrettezza politica compiuta”.

L’assessore all’ambiente, Augusto Penna, incontrerà domani in Comune, alle 10.30, la stampa per un chiarimento sulla questione Stir.

Su questo punto è intervenuto il dirigente della Regione Campania, Antonello Barretta: “Per quanto possibile (perché si tratta di una scelta politica), una delocalizzazione dell’impianto prevede tempi lunghissimi e, molto probabilmente andava pensata tanti anni fa. Ora possiamo solo gestire.  Con l’ammodernamento dell’impianto la provincia ha una sua autonomia nel ciclo dei rifiuti. L’impianto ad Avellino c’è ed è quello meglio gestito nella Regione Campania”.

“Si tratta – come spiegato da Nicola Boccalone di Irpiniambiente  – della definizione di un percorso importante attraverso il quale si stralcia la lavorazione dell’umido, del compostaggio che non c’è più, divenendo solo stoccaggio ed invio del materiale verso luoghi di lavorazione migliorando così tutto il sistema ed implementando l’attività della lavorazione della plastica, della carta e del cartone. Stralciata  – aggiunge – anche la parte riguardante i rifiuti pericolosi ed ingombranti (che tra l’altro riguardava un 0,5 per cento)”.

Boccalone precisa che “non si raddoppia il quantitativo di rifiuti anzi si registra una riduzione di circa 1500 tonnellate all’anno. Viene meno la fase della lavorazione di 20mila tonnellate – che viene ridotta a mera attività di stoccaggio”.

Il sindaco di Montefredane e Presidente dell’Ato, Valentino Tropeano “esprime soddisfazione per la realizzazione della variante al progetto  – tempi di realizzazione un anno e mezzo – l’ammodernamento dell’impianto è obbligatorio e sono favorevole allo stesso proprio perché punta ad una riduzione del conferimento dei rifiuti e, il miglioramento ed adeguamento tecnologico dello stesso”.

Tra le modifiche richieste alla progettazione l’eliminazione dello stoccaggio dei rifiuti pericolosi, “in quanto – precisa Tropeano –  si andrebbe a valorizzare ulteriormente il ciclo di stoccaggio dei rifiuti e nel contempo si ridurrebbe il conferimento complessivo degli stessi di ulteriori 482 tonnellate annue oltre che l’installazione di una zona di decompressione all’ingresso  dello stabilimento per gli automezzi in ingresso ed uscita dal capannone per eventuali emissioni maleodoranti. Insieme ai sindaci ci occuperemo della gestione di rifiuti, della localizzazione dei possibili  di impianti e di ogni scelta o strategia che mette in prima linea il rispetto ambientale”.