Stadio, cresce l’attesa per il summit Comune-Sidigas. “Troveremo un’intesa. Le malignità le lasciamo ai maligni”

Stadio, cresce l’attesa per il summit Comune-Sidigas. “Troveremo un’intesa. Le malignità le lasciamo ai maligni”

13 Settembre 2019

Alpi – Cresce l’attesa per il vertice tra il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, gli assessori al Patrimonio ed allo Sport, Stefano Luongo e Giuseppe Giacobbe, ed il presidente di Avellino calcio e basket, Claudio Mauriello. Come si sa, due giorni fa il Comune ha dato un ultimatum alla Sidigas, ovvero pagare entro 5 giorni i 48.000 euro di fitti dovuti per lo stadio, pena la risoluzione della convenzione e la chiusura della struttura. Oltre agli arretrati per il “Partenio Lombardi”, il Comune ha sollecitato la Sidigas per il mutuo contratto per il Palazzetto di 308mila euro.

Oggi pomeriggio le parti si incontreranno per definire modalità e tempi di pagamento. “E’ nostra intenzione risolvere in maniera positiva la questione – afferma il sindaco Festa -. Da parte dei dirigenti è partita una diffida come è giusto che fosse, si tratta di un atto dovuto. E’ nostro dovere, però, trovare una soluzione che tenga in debito conto il rispetto delle norme ma anche dello sport, dei tifosi e dell’intera comunità”.

Qualcuno legge in questo “fuoco incrociato” nei confronti della Sidigas una sorta di “offeniva” politica tesa a “vendicare” D’Agostino. “Lasciamo le malignità ai maligni – incalza Festa -. Ci sono atti e documenti, i dirigenti di certo non potevano far finta di nulla. Sono questioni che non attengono alla politica. Abbiamo il dovere di garantire la fruzione dello sport ma anche il rispetto delle regole. Se chiediamo il rispetto delle norme a tutti, non vedo perché non dovremmo chiederlo anche a chi pratica sport. Il rispetto delle norme è la nostra stella polare, inoltre abbiamo, prima di noi, i dirgenti che giustamente ce lo ricordano. L’assessore Luongo non ha fatto altro che ricordare quanto c’era scritto nella diffida dei dirigenti. Qualcuno ne chiede le dimissioni? La minoranza arranca e, dunque, cerca qualsiasi appiglio, perché sanno che noi siamo partiti alla grande e che siamo coesi e che la gente è dalla nostra parte, soprattutto”.