Sperone – Marcia della Pace incentrata sulla questione palestinese

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Mancano tre settimane all’appuntamento con la Marcia della Pace Sperone – Santuario di Montevergine, giunta alla settima edizione e i preparativi, con la regia del sindaco di Sperone Salvatore Alaia, vanno avanti senza sosta per realizzare un evento che, nella sua essenza, è oramai divenuto non solo un momento di aggregazione tra i partecipanti provenienti dalle diverse province della Regione Campania, ma un’occasione di riflessione spirituale e sociale. L’evento in programma per il 27 giugno rappresenta, quindi, non un punto di arrivo ma, semmai, un punto di convergenza di una serie di attività che il primo cittadino, durante ogni anno della sua amministrazione, ha realizzato soprattutto presso le scuole comunali dove il tema della pace ha costituito elemento di discussione e di confronto, di analisi e di riflessione, grazie agli interventi di autorevoli esponenti delle varie comunità internazionali (palestinese, israeliana, italiane, americane) che a vario titolo si sono avvicendati durante la serie di incontri. E oggi più che mai il tema della marcia della pace è ancora più attuale in relazione agli eventi che hanno scosso drammaticamente la comunità internazionale in esito agli attacchi deprecabili e violenti, con una lunga scia di morte e di sangue, perpetrati dall’esercito israeliano in danno di un convoglio umanitario che portava aiuti a Gaza in Palestina. Marcia della pace dedicata alla questione palestinese ed israeliana era stata l’intuizione che il sindaco Alaia aveva avuto già qualche mese fa allorquando, attraverso comunicati stampa, aveva lanciato l’idea di sensibilizzare i manifestanti e i partecipanti all’evento in programma per domenica 27 giugno sulla delicata situazione, ancora irrisolta, nello scacchiere arabo medio – orientale. “La Marcia della pace – spiega la fascia tricolore – ha come obiettivo la sensibilizzazione delle coscienze come necessità primaria per il consolidamento di percorsi etico-morali attraverso i quali strutturare una società aperta al mondo, alla solidarietà verso il prossimo, senza confini geografici ed etnici, senza pregiudiziali culturali e religiose, dove il concetto di globalizzazione sia l’espressione più eloquente di un’armonizzazione, senza frontiere, dei popoli e delle civiltà e non una mera espressione lessicale dalla chiara valenza estetizzante. E’ mia intenzione – continua Alaia – anche alla luce dei tragici fatti di lunedì 31 maggio che si sono verificati in danno dei convogli umanitari a favore di Gaza, dedicare, con maggiore forza e convinzione, questa VII^ edizione della Marcia della Pace alla questione palestinese israeliana che, malgrado gli sforzi della diplomazia, resta ancora il grande nodo da sciogliere sul fronte politico internazionale come dimostrano i recenti fatti che minano, tragicamente, quel processo di pace cui tutta la comunità mondiale guarda con particolare attenzione, con interesse e sicuramente con tanta trepidazione”.

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