SPECIALE UN ANNO DI ECONOMIA / Addio alla Novolegno, la ripresa di IIA

SPECIALE UN ANNO DI ECONOMIA / Addio alla Novolegno, la ripresa di IIA

29 Dicembre 2019

Alfredo Picariello – La ripresa, seppur lenta, di Industria Italiana Autobus. Il dulcis in fundo è l’ordine di nuovi bus da parte della Capitale: un bel regalo di Natale per l’azienda di Flumeri che lascia intravedere un 2020 ricco di buoni auspici. Il 2019 è anche l’anno del Reddito di Cittadinanza, di un po’ di fabbriche che purtroppo chiudono – la Novolegno su tutte – e di tanti successi nel mondo del made in Irpinia, soprattutto del settore enogastronomico. Sullo sfondo, anche il futuro, sempre incerto, della Fca di Pratola Serra. Un anno in chiaroscuro, insomma, “salvato” più che altro dai piccoli imprenditori, la vera spina dorsale della provincia di Avellino.

I numeri di Alto Calore. Verso la fine di gennaio, “esplode” anche la difficile situazione dell’Alto Calore. Il numero che emerge dalle proiezioni del Bilancio consuntivo 2018 mette paura. L’azienda idrica ha speso, soltanto per la corrente, 18 milioni di euro. In generale, si sono accumulati debiti per almeno 40 milioni di euro. Si tenta il tutto per tutto per salvare l’azienda di corso Europa.

20,07% a Leonardo, 20,03% a Karsan, 29,95% ad Invitalia e 29,95% ad un nuovo socio industriale: è questo il nuovo assetto patrimoniale ed industriale di Industria Italiana Autobus. E’ quanto emerso dall’assemblea straordinaria di martedì 29 gennaio. L’assemblea provvede anche a ripianare le ulteriori perdite e a deliberare un aumento di capitale di 30 milioni di euro.

Il 15 febbraio un annuncio importante: il progetto Poema 2 è pronto a decollare. Il nuovo piano degli investimenti della Rete d’imprese che ruota intorno all’eccellenza aerospaziale della Ema di Morra De Sanctis, verrà sottoposto a “Invitalia” per i relativi finanziamenti. Si parte da 40 milioni, con la previsione di 150 nuovi posti di lavoro.

Novolegno addio. Ma il 20 febbraio c’è un altro annuncio che, questa volta, gela tutti: il Gruppo Fantoni comunica la volontà di chiudere la Novolegno.

Il 6 marzo parte ufficialmente il Reddito di Cittadinanza e in Irpinia le attese sono fortissime.

Centinaia di piccole e medie imprese sparite nel giro di pochi anni. Migliaia di addetti in meno. Una riduzione sugli appalti di centinaia di milioni di euro. E’ la catastrofe dell’edilizia in Irpinia, i cui numeri vengono ufficializzati a metà marzo.

Buone notizie da Verona a metà aprile: l’Irpinia del vino inebria il “Vinitaly” e getta le basi per quella svolta del turismo finora sempre e solo evocata. Migliaia e migliaia di visitatori hanno affollato praticamente in ogni momento la metà del padiglione Campania destinata alle 83 aziende, ai 3 consorzi, agli altrettanti produttori di distillati ed alla rete di imprese della provincia di Avellino.

Mezza Irpinia non lavora. E’ la sintesi brutale dei dati del report di “Infodata”, il dataset pubblicato da “Il Sole 24 Ore” il 17 aprile. Fotografa il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni. I paesi irpini sono tutti cerchiati in rosso, colore che indica una media inferiore a quella nazionale. Fa eccezione Taurano (al 62,5 per cento). Tra i grandi comuni, Avellino è quello messo meglio con il 57,65. Soffrono ancor di più i piccoli: Senerchia è al 42,45.

La richiesta formale parte il 23 aprile con la mail ufficiale dell’Alto Calore. Il presidente dell’Azienda idrica di Corso Europa, Michelangelo Ciarcia, invia l’incartamento al responsabile degli Affari istituzionali di Cassa depositi e prestiti, Fabio Maisto. Obiettivo dell’operazione, richiedere un prestito da 50 milioni di euro per pagare parte della debitoria dell’azienda e salvarla dal default.

Agli inizi di giugno esplode la grande vertenza “Whirlpool”. L’azienda annuncia un processo di riconversione del sito di Napoli, che prevede la cessione del ramo d’azienda a una società terza. Secondo le stime del sindacato, la decisione del colosso statunitense rischia di ripercuotersi negativamente, e drammaticamente, su decine e decine di operai anche in provincia di Avellino. Si tratta, segnatamente, degli addetti delle aziende “CelluBlock” di Montoro, che ha circa 35 operai impegnati sulla produzione per Whirlpool; degli operai “Pasell”, con due stabilimenti, a Forino e Montoro, che producono gomma plastica: 69 addetti in tutto. Ed ancora dei lavoratori di “Scame Med”, anche qui con due siti produttivi, dislocati tra Sant’Angelo dei Lombardi (51 addetti) e San Giovanni a Teduccio.

Massimo Iapicca è il nuovo presidente provinciale di Piccola Industria. L’imprenditore subentra al numero uno uscente, Andrea Giorgio, anche nel ruolo di vice presidente di Confindustria Avellino, al fianco di Pino Bruno. Iapicca resterà in carica per i prossimi 4 anni. E’ il 13 giugno.

Meno occupazione e meno esportazioni. Aumenta la povertà e calano i consumi. L’Irpinia non fa eccezione e si rispecchia appieno nel rapporto stilato da Banca d’Italia sul 2018, illustrato nel dettaglio in Prefettura il 19 giugno. Ma, a sorpresa, nel primo trimestre del 2019 descrive una vera e propria inversione di tendenza che indica la rotta sulla quale la provincia può scommettere: le esportazioni, in crescita del 2,6%.

Il 10 luglio arriva l’attesa pubblicazione del bando lavoro della Regione Campania. Tutti i diplomati e i laureati, senza limiti di età, potranno partecipare alle selezioni. C’è tempo fino al 10 agosto per iscriversi. Le prove pre-selettive si terranno tra fine agosto e settembre. Seguirà una successiva prova e poi i tirocini formativi retribuiti di 10 mesi presso i Comuni e gli Enti preposti. Quindi colloquio finale e assunzione a tempo indeterminato.

Poco più di mille domande per Quota 100, circa 14.000 per il Reddito di Cittadinanza. I numeri delle misure cardine in materia economica del Governo in Irpinia resi noti il 17 luglio.

6 agosto: la giunta regionale decide. Il nuovo manager dell’ospedale “Moscati” di Avellino è Renato Pizzuti, che passa così alla Città Ospedaliera dal “Rummo” di Benevento. Confermata alla guida dell’Asl, invece, Maria Morgante, al suo secondo mandato. Nulla da fare, dunque, per il dg uscente del “Moscati”, Angelo Percopo, che pure era riuscito a svolgere i colloqui in extremis grazie alla sospensiva del Tar. Non ce la fa nemmeno Maria Concetta Conte, direttore sanitario dell’ospedale di Avellino, che pure era data tra le favorite.

L’Irpinia e il tempo libero, un binomio che proprio non riesce a funzionare. Lo certifica meglio delle parole la classifica del “Sole 24 ore” che pone la provincia al posto numero 100 sulle 107 province italiane prese in considerazione. Sulla base di 12 indicatori (densità turistica, permanenza media nelle strutture, ricettività e natura, tutti gli spettacoli, ristoranti e bar, librerie, cinema, teatro, spesa in cinema e teatro, concerti, mostre ed esposizioni, sport). Il 19 agosto, dunque, i numeri confermano che la provincia di Avellino resta una meta decisamente poco appetibile per il tempo libero.

Tre buone notizie dall’Industria Italiana Autobus di Valle Ufita arrivano il 12 settembre. La prima è che sono cominciati i lavori di ristrutturazione dello stabilimento. La seconda è che ad ottobre inizieranno i lavori di realizzazione di due nuove linee di produzione. La terza è che la società potrà partecipare nuovamente a dei bandi di gara per accaparrarsi nuove commesse da realizzare in Italia tra Flumeri e Bologna.

Indotto Whirlpool, Arcelor Mittal, Serind Sud, Industrie composizione Stampati, FCA e indotto, Denso, Novolegno, Distretto conciario di Solofra. Un elenco nemmeno troppo lungo a cui si potrebbero aggiungere altri nomi illustri che non farebbero altro che confermare un dato incontrovertibile: l’apparato industriale della provincia di Avellino è ad un passo dal tracollo. Sono quattromila, unità in più unità in meno, i posti di lavoro a rischio nel panorama industriale di un territorio, quello irpino, che sente ancora come un macigno il peso di una crisi cominciata nel 2008, mai realmente terminata, i cui effetti devastanti sono tutti ancora in corso. Impietosa la fotografia che arriva dall’Asi il 9 novembre.

La crisi dell’Automotive in Irpinia attacca anche i grandi gruppi. Il 3 dicembre, la notizia proviene direttamente dalla Denso di Pianodardine. Il colosso giapponese che realizza i condizionatori per tutte le auto prodotte da Fca ha messo nero su bianco, in una nota indirizzata ai rappresentanti dei lavoratori, l’esistenza di una calo della produzione. Di qui la decisione di licenziare circa 30 lavoratori interinali, impegnati però stabilmente all’interno della fabbrica. Agli operai precari non sarà rinnovato il contratto perché, di fatto, la crisi di mercato della auto Fca (dalla 500 X alla Jeep Renegade, fino alle Alfa Romeo) si è materializzata con una flessione delle vendite. Per uno stabilimento che finora non aveva mai conosciuto crisi, a differenza di tutti gli altri, si tratta di una novità particolarmente allarmante.

Il Consiglio dei ministri, riunitosi il 5 dicembre, stabilisce l’uscita dal commissariamento della sanità campana.

Matteo Sperandeo è il nuovo amministratore unico di IrpiniAmbiente. Lo ha deciso il 13 dicembre l’assemblea guidata dal presidente della Provincia di Avellino Domenico Biancardi che ha affidato a lui il compito di nominare il direttore generale della società interamente partecipata da Palazzo Caracciolo.

Saranno prodotti a Flumeri i 328 nuovi bus ordinati negli ultimi mesi dall’amministrazione capitolina su piattaforma Consip: di questi 322 sono finanziati da risorse proprie di Roma Capitale per un investimento di 101 milioni di euro e 6 con fondi del ministero dell’Ambiente. Grazie alla commessa capitolina, lo stabilimento sta riavviando la produzione, con il rientro di centinaia di lavoratori in fabbrica, più di 80 soltanto nelle ultime 4 settimane. Nel 2020 la fornitura di Roma Capitale sarà di gran lunga la principale per la società. L’annuncio lo fa la stessa sindaca di Roma, Virginia Raggi, che visita la IIA il 20 dicembre.