Spari contro IrpiniAmbiente, la difesa contesta l’intercettazione “chiave” contro Mazzocchi

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VALLO LAURO- “Quello si crede che la pazziella (che sia uno scherzo ndr) la maggior parte delle armi che stanno lì sopra, hanno sparato già tutte quante..perché ero venuto un po prima che sparai a Cesare, io lo tenevo dentro un tubo”. Nel corso della sua arringa davanti ai giudici del Tribunale di Avellino, il difensore del cinquantanovenne Antonio Mazzocchi, il penalista Sabato Graziano, ha messo in evidenza che dalla perizia trascrittiva agli atti del Tribunale non ci sarebbero i riferimenti a “Cesare” e al “fucile” nell’ intercettazione datata 24 maggio 2019 e raccolta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo dell’ Arma di Avellino nell’ambito di una diversa inchiesta per una serie di estorsioni nel Vallo di Lauro e per associazione a delinquere di stampo mafioso, la conversazione telematica captata dai militari di Via Brigata in cui, facendo riferimento al mancato rinvenimento di armi durante un controllo nelle campagne di Ima (frazione di Lauro), aveva riferito alla moglie: “quello si crede che la pazziella (che sia uno scherzo ndr) la maggior parte delle armi che stanno lì sopra, hanno sparato già tutte quante..perché ero venuto un po prima che sparai a Cesare, io lo tenevo dentro un tubo”. Si tratta dell’intercettazione che il magistrato antimafia Henry Jhon Woodcock aveva ottenuto di poter far entrare nel processo come prova di altro procedimento, il riferimento a Cesare sarebbe proprio legato al coordinatore di IrpiniAmbiente che al momento delle esplosioni di colpi era nella sede. Uno dei motivi per cui il pm aveva invocato una condanna a cinque anni e sei mesi nei confronti di Mazzocchi, a processo per l’attentato contro la sede di IrpiniAmbiente di Quindici avvenuto nell’aprile del 2019, celebrato questa mattina davanti ai giudici del Collegio presieduto da Sonia Matarazzo. In aula la discussione della difesa di Mazzocchi. Nella sua arringa il penalista Sabato Graziano ha messo in evidenza proprio come ha differenza dei brogliacci mancherebbe quel riferimento a “Cesare”. Il pm antimafia Woodcock ha chiesto al collegio di riascoltare in camera di consiglio l’intercettazione in questione. L’ accusa nei confronti di Mazzocchi e’ quella di aver esploso numerosi colpi di fucile (un’arma di precisione calibro 7,64) contro la ex sede nel Vallo di Lauro di IrpiniAmbiente, quella raccolta dalle indagini di Squadra Mobile di Avellino e Commissariato di Ps di Lauro. Non e’ stato pero’ l’unico elemento evidenziato dalla difesa di Mazzocchi rispetto al quadro accusatorio nei confronti dell’imputato. L’avvocato Graziano ha anche messo in evidenza come lo stesso Rubinaccio, sentito ed intercettato non ha inquadrato la vicenda chiaramente in una problematica con Mazzocchi. Richiamando una valutazione fatta dallo stesso pm, ha rilevato come dalle intercettazioni, quelle di Rubinaccio apparissero piuttosto delle “congetture”. Per la difesa di Mazzocca non reggerebbe neanche la contestazione di minacce. Perché in termini di diritto non si può parlare di minaccia perché c’è un evento avvenuto, quindi non e’ la promessa di un danno. Anche per gli spari, non essendo contestata l’aggravante dell’articolo 416bis per la difesa i reati sono prescritti. Nel pomeriggio e’ attesa la sentenza.