ATRIPALDA- Saranno effettuati presso i laboratori del Ris dei Carabinieri di Roma gli accertamenti tecnici irripetibili sui reperti sequestrati dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Avellino dopo gli spari a Contrada Alvanite. Per questa vicenda, come è noto sono accusati di tentato omicidio Pellegrino e Giuseppe Capaccio, padre e figlio, il primo ai domiciliari, il secondo in carcere per uno dei due episodi avvenuti nella sera di Pasqua nel quartiere di Atripalda, entrambi difesi dal penalista Alfonso Maria Chieffo. L’esame tecnico sara’ eaeguito sui tamponi effettuati dai militari agli ordini del capitano Alessandro De Palma e su alcuni indumenti sottoposti a sequestro e riconducibili agli indagati. Il 25 agosto a Roma le analisi, come disposto dal pm Giovanni Sodano, che coordina le indagini dei militari dell’Arma.
Le indagini dei Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Avellino avevano già registrato una svolta nell’accertamento sui tre episodi di raid a colpi di arma da fuoco. In particolare il primo evento, quello avvenuto subito dopo la lite in Piazza tra ragazzi. Si tratta di quanto avvenuto sotto l’abitazione dei Capaccio, quando sarebbero giunte due vetture con i familiari delle persone che avevano avuto la lite in Piazza. Nei loro confronti Giuseppe Capaccio avrebbe prima puntato la pistola e successivamente dal balcone di casa avrebbe esploso diversi colpi con una calibro 7,65, quella poi ritrovata dai Carabinieri nella stessa sera del 5 aprile scorso. Proprio dalle indagini dei militari della Compagnia di Avellino, grazie ad una delle due vetture attinte dai colpi di arma da fuoco, compatibili con quelli della calibro 7,65 sequestrata. Le indagini sono ancora in corso. I Carabinieri hanno però individuato tutte le persone che erano presenti, oltre alla famiglia Romano, altri quattro soggetti, tra cui due donne.
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