AVELLINO- Parte il processo davanti ai magistrati del Tribunale di Avellino nato dall’inchiesta dei Carabinieri della Compagnia di Avellino che nell’ottobre di un anno fa avevano sgominato un gruppo con piazze di spaccio di cocaina in varie parti della città. La droga arrivava e veniva acquistata dalla zona di Napoli, prima Scampia e poi Brusciano. Davanti al Collegio presieduto dal giudice Gian Piero Scarlato le difese hanno eccepito un difetto di notifica, per cui l’udienza è stata rinviata al prossimo 13 gennaio, quando verrà conferito l’incarico per la perizia trascrittiva delle intercettazioni. Davanti al Tribunale gli imputati Antonio De Nardo, classe 70, difeso dal penalista Gerardo Santamaria, Spatuzzi Gianluca, difeso dagli avvocati Vittorio Guadalupi del foro di Napoli Nord e Francesco Saverio Pugliese, Pagani Maddalena, Lanzillo Gino difeso dal penalista Rolando Iorio, Morgera Mario difeso dal penalista Gerardo Santamaria, Pennetti Lorenzo, difeso dall’ avvocato Danilo Iacobacci, Eyziati Hicham, difeso dall’avvocato Gerardo Santamaria. Questi erano stati destinatari di una misura cautelare A processo anche tre indagati raggiunti dalla misura dell’obbligo di presentazione alla pg per altri , difesi dagli avvocati Fabio Tulimiero, Alessandra De Tilla, e quattro indagati con obbligo di dimora difesi dai penalisti Nello Pizza e Claudio Frongillo e Alberico Villani.
LE ACCUSE
Ventotto capi di imputazione per i venti indagati dell’inchiesta di Procura della Repubblica di Avellino e Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Avellino. Spaccio di sostanze stupefacenti è l’accusa nei loro confronti. I fatti contestati partono dall’ ottobre del 2021 e si riferiscono a cessioni di cocaina, hashish, eroina e anche un caso di commercializzazione del “metadone” consegnato al Serd di Avellino e invece spacciato ad altri tossicodipendenti. La droga alle varie piazze in città arrivava da Scampia. Questo come ha documentato l’indagine almeno fino al novembre del 2011, quando ci sarà il primo sequestro per l’attività di spaccio. Ad approvvigionare la città un soggetto che viene intercettato con lo stesso Mario Barone (che ha patteggiato) , che è anche creditore nei suoi confronti di una somma. E” lui a rifornire su prenotazione i pusher avellinesi. Con una tecnica che cerca di evitare anche i controlli. Dai contatti di Barone si scoprono anche Spatuzzi, Pagani e De Nardo. E’ il primo gruppo che finisce all’attenzione dei Carabinieri. Sono loro a novembre, quando da Scampia non ci sono più contatti, a cercare altre piazze. E quindi si opta per la zona vesuviana. Brusciano e Castello di Cisterna. Entrano in gioco altri due pusher che riforniscono anche a domicilio i “clienti” in tutta la città capoluogo. La piazza dove spacciano è quella nei pressi del Ponte della Ferriera, alle spalle dell’ex Mercatone, ma anche a pochi passi dal Comune di Avellino. Una zona piuttosto collegata anche da un’altra circostanza al vaglio dei Carabinieri, il ruolo di due esercenti che avrebbero approvvigionato la piazza. Infine viene fuori che c’era anche un altro pusher attivo nelle zone limitrofe al Tribunale. Grazie a sequestri, osservazioni tecniche, alcune telecamere piazzate dai Carabinieri e alle intercettazioni, oltre all’ascolto anche dei clienti in alcuni casi, è stato possibile ricostruire tutta la rete che operava nel territorio cittadino.

