Solofra – La città conciaria sabato sera si illuminerà grazie al fuoco delle varie “carcare” di S. Antuono, protettore degli animali e dei contadini. La figura del santo, secondo la leggenda, è legata a quella di Prometeo, in quanto il fuoco simboleggia la forza benefica, perché purificatrice, e distruttrice contemporaneamente. Molti i rioni che il 17 gennaio allestiranno le carcare. Anticamente nella città conciaria si organizzava una gara per la migliore composizione piramidale con le “fascine” e i cepponi più grandi. Sabato insieme ai falò ci sarà anche il momento musicale con canti e balli di vari gruppi folkloristici. Immancabili i piatti tipici da degustare oltre all’esposizione di prodotti dell’artigianato locale e lo spettacolo pirotecnico. La realizzazione della manifestazione è resa possibile dal team formato dal Comune di Solofra, Collegiata S. Michele, l’ Associazione Rione Balsami, la Parrocchia Santi Giuliano ed Andrea e il Comitato S. Giuliano. “Quella delle carcare – sottolinea il vice sindaco e assessore alla cultura Michele Vignola – è un rito legato alla tradizione contadina. Solofra è una realtà industriale ma molti solofrani conservano ancora un amore per le montagne che continuano a curare. Con le carcare si vuol valorizzare questa memoria storica e con essa la nostra identità culturale oltre che a promuovere il nostro territorio in termini turistici”. Il centro solofrano brillerà grazie al falò che da anni danno vita i ragazzi del “Centro Giovanile G. Marello”.
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