Solofra, la cava si farà: Consiglio di Stato condanna il Comune

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Solofra – Questa cava s’ha da fare. Il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello proposto dal Comune di Solofra contro la sentenza la sentenza del Tar di Salerno in merito alla riapertura della cava a Turci. In buona sostanza, i giudici di Palazzo Spada hanno confermato la legittimità dell’attività svolta dalla Cavemar Srl, consistente in un piano di intervento che prevede un’estensione del trenta per cento dell’area della cava fino a ricomprendere anche parte di località Pergola nel territorio del comune di Serino.
Il sito estrattivo infatti si trova sul confine fra i due comuni. La produzione complessiva di materiale da commercializzare che sarà prodotta sarà pari a circa 373.621 mc, con una produzione media annua di circa 74.724 mc (pari a 149.448 tonnellate), secondo 5 lotti annuali comprensivi della ricomposizione ambientale.

L’organo amministrativo ha, altresi, implicitamente asseverato il buon operato della stessa Cavemar in riferimento alla ricostruzione ambientale del territorio in linea con la salvaguardia degli elementi paesaggistici ed idrogeologici e, in ogni caso, nel rispetto della normativa vigente.
Secondo il Consiglio di Stato, infatti, non sussistono reali condizioni di pericolo per le abitazioni vicine al sito estrattivo poiché gran parte delle operazioni ricadenti nel Comune di Solofra riguarderebbero esclusivamente la messa in sicurezza del fronte di cava mentre l’effettivo sfruttamento avverrebbe nel territorio del Comune di Serino che peraltro non ha mai opposto contrarietà alle attività svolte dalla Cavemar.

Il Collegio, ha anche condannato alle spese legali del grado l’Ente appellante (Comune di Solofra, ndr), ordinando che la sentenza venga eseguita dall’autorità amministrativa.
(@antopirolo)

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