Solofra, fondo Pac e Asi: la nota di D’Urso

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Solofra – “L’intervento di Pasquale Gaeta consigliere comunale e direttore della Solofra Service srl serve a chiarire che per fare sviluppo occorrono idee e progetti innovativi. Una chiamata alle armi per la classe imprenditoriale solofrana. Tempo fa fu annunciato che Solofra sarebbe stata beneficiata di dieci milioni di euro nel riparto delle risorse da destinare alle aree di crisi della Campania. Ora a mesi di distanza c’è il rischio che il nostro distretto di quelle risorse veda poco o nulla”. A lanciare l’allarme è il consigliere di minoranza a Solofra Antonello D’Urso. “L’attenzione della politica guarda altrove, sia territorialmente che dal punto di vista del comparto produttivo. Bisognerà evitare che sia l’automotive a fare la parte del leone assorbendo la fetta più grossa dei finanziamenti. Un compito probante visto che la politica irpina ha dimostrato grande attenzione ai problemi di questo comparto e dell’Alta Irpinia rispetto alle richieste che vengono dal comparto conciario. Servono idee e progetti, dunque. Progetti ed idee innovative mettendo da parte la tentazione di candidare a quei finanziamenti strutture produttive, o di ricerca, oramai decotte. Solofra ha un deficit rispetto agli altri distretti conciari italiani: non riesce a smaltire sul territorio i propri scarti di produzione. Ben venga dunque la notizia che ci viene dal direttore Gaeta. L’Asi sta pensando ad un Progetto Solofra Linea di Produzione dal Riciclo di Pellami a Secco. Un progetto che permetterebbe di utilizzare tutti gli scarti conciati derivanti da qualsiasi animale. In particolare: pelle conciate al cromo o vegetale, scarti della lavorazione delle pelle, pelle verniciata/trattata. Questo consente di poter raccogliere materiale da ogni stadio della filiera della lavorazione della pelle. Bene, dunque. Un progetto che serve a risolvere il problema del riutilizzo degli scarti di produzione che per il nostro distretto rappresenta un costo anzichè una risorsa come invece accade in altre realtà produttive. Finalmente viene chiarito un punto ulteriore: il distretto conciario può ospitare attività industriali che completano la filiera della concia. Detto questo diventa assolutamente inutile se non addirittura dannoso continuare a perdere tempo. Servono idee e progetti. La classe imprenditoriale deve fare da pungolo ad un’amministrazione comunale che ha ampiamente dimostrato di non essere capace di immaginare disegnare un futuro per la nostra realtà produttiva. Se questo non dovesse essere diventa inutile continuare a parla di sviluppo e di crescita”.

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