Solofra – Corcosol: arriva l’umido e i solofrani…

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Solofra – Definita “ricca e puzzolente”, dalla giornalista Camilla Cederna nel suo volume del 1983 “Casa Nostra”, la città conciaria a detta dei suoi abitanti non è più ricca e né puzzolente vista la crisi nel settore della lavorazione della pelle. Però in questi ultimi giorni si sono mossi alcuni partiti, gli ambientalisti e l’opinione pubblica sulla probabile “maleodoranza” che potrebbe provenire dal sito di trasferenza dell’umido situato presso la ditta industriale Corcosol. La gente teme sia per l’ambiente, ma soprattutto per lo stato sanitario compromesso dal trasporto dell’umido dei Comuni rientranti nel Cosmari Av1, a Solofra. Al momento non si registra una situazione allarmistica. Infatti, i camion carichi di rifiuti arrivati alla Corcosol scaricano il tutto a terra dove avviene la preselezione per cernere il vetro e la plastica. La presenza del vetro, a detta dei tecnici, risulta cospicua e gli impianti di compostaggio pretendono un’impurità che non superi il 5 per cento. Si passa poi alla disinfestazione, derattizzazione e deodorizzazione, operazione effettuata quotidianamente sull’umido. Il percolato invece, tramite delle griglie, viene raccolto in una vasca che una volta piena viene svuotata del materiale e che poi è diretto in discariche autorizzate. Presso il sito di trasbordo della frazione umida, i rifiuti non sostano più di 48 ore e già lunedì partiranno due bilici in direzione di Catania. Si dovranno rispettare i 60 giorni dettati dall’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, poi il sito di trasferenza della Corcosol chiuderà i battenti. Dunque il presidente del Cosmari Av1, Antonio Guarino, dovrà guardarsi intorno per trovarne un altro. I solofrani hanno già fatto sapere di non sopportare una eventuale proroga del sito nella città conciaria.(di Dante Grimaldi)

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