Solofra, chiusi 10 pozzi. Vignola: “Siamo operativi sulla bonifica”

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Solofra – Sono dieci in totale i pozzi idrici del Distretto industriale di Solofra chiusi a seguito dei controlli disposti dalla Procura di Avellino in ordine all’emergenza acqua al tetracloroetilene che ha investito i territori della Valle dell’Irno della provincia irpina. Secondo quanto emerso dai referti dei laboratori, nei 10 pozzi (concentrati nell’area di via Consolazione, la stessa della falda incriminata) sarebbero emersi valori di TCE al di sopra del limite previsto dalla legge.
Parallelamente all’ordinanza sindacale che vieta di fatto l’utilizzo dei dieci pozzi, l’amministrazione comunale di Solofra, a margine di un summit tenutosi stamane a Palazzo Orsini con il Codiso e l’Irno Service (gli Enti gestori del Servizio idrico integrato a Solofra, ndr), ha istituito una task force di lavoro per la gestione dell’emergenza e il risanamento dei pozzi. La riunione proseguirà anche lunedì alla presenza dell’Arpac, Ato e Ente Provincia. Sempre lunedì 17 febbraio il sindaco Michele Vignola ha convocato le associazioni degli industriali (Unic, Cna, Confapi e Unione Industriali) per relazionare loro sullo stato dell’arte. “Ci siamo sin da subito preoccupati su come ovviare all’emergenza cercando di sfruttare i dettami dell’articolo 41 del Decreto del fare sulla acque di falda contaminate – ha spiegato Vignola – Abbiamo pensato di mettere in piedi una rete di solidarietà, ovvero come utilizzare e connettere i pozzi più prossimi a quelli chiusi e appartenenti ad aziende conciarie ormai ferme, previa verifica di presenza del TCE. In seconda battuta, qualora necessario, si è pensato anche di ‘avocare’ le risorse idriche dei pozzi afferenti anche ad aziende in attività. Quali le modalità di trasferimento dell’acqua? Lo faremo attraverso le autobotti o creando linee di condutture a tenuta stagna”.
Infine, Vignola ha annunciato che da lunedì partiranno per conto del Comune le verifiche dell’Arpac sugli altri pozzi (ad esclusioni di quelli già finiti nel mirino dei prelievi della Procura) interessati dalla recente ordinanza sindacale: “Si tratta – ha concluso Vignola – di pozzi privati presenti sul territorio della città della concia. I proprietari dovranno concordare con l’ufficio ecologia del comune tempi e modalità dei prelievi per appurare l’eventuale presenza di tetracloroetilene”.
(@antopirolo)

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