Solofra – Chiese Aperte: visita guidata presso la Chiesa di S.Teresa

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Anche quest’anno, Archeoclub d’Italia, Associazione Nazionale preposta alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico e ambientale, promuove l’iniziativa “Chiese Aperte”, giunta ormai alla XX edizione. L’evento prevede l’apertura al pubblico, sull’intero territorio nazionale, di edifici sacri caduti nell’oblio e, pertanto, a rischio di degrado, e la riapertura di strutture meno conosciute e visitate.
La sede locale Archeoclub “Avellino – Irpinia” propone, per domenica 11 maggio, l’apertura della Chiesa di Santa Teresa a Solofra (Av), dove sarà possibile effettuare visite guidate dalle 16 e 30 in poi.
La Chiesa, edificio di pregevole e indiscusso valore artistico, fu edificata nel 1700 da Michelangelo Di Blasio; essa conserva la prima opera conosciuta di Ignazio Chiaiese, il pavimento maiolicato raffigurante la rosa dei venti e custodisce la “Crocifissione” del Solimena.
Per l’organizzazione dell’evento, l’Archeoclub ha potuto contare sulla preziosa e proficua collaborazione di due importanti realtà associative solofrane, l’Associazione Culturale AMT- Arte, Musei e Territorio- e Legambiente, nello specifico il Circolo Volontariato “Soli Offerens”.
AMT è presente da più di sei anni in Campania, programmando e promuovendo iniziative basate sulla riscoperta e la conoscenza del territorio inteso come luogo dinamico da cui poter apprendere.
Il Circolo “Soli Offerens” opera da dieci anni come presidio di volontariato, orientando le proprie attività verso la salvaguardia del territorio in ogni sua forma; lo strumento principale attraverso cui il Circolo veicola il proprio operato è la sensibilizzazione delle nuove generazioni, che si traduce nelle attività di educazione ambientale in tutta la provincia.
La sinergia tra queste realtà ha contribuito alla realizzazione dell’evento promosso da Archeoclub che, come di consueto, ha organizzato – per la seconda domenica di maggio – una campagna nazionale nata principalmente dalla consapevolezza che la memoria storica dell’Italia debba impiantarsi sull’integrazione fra coscienza civile e coscienza religiosa. Un’associazione come l’Archeoclub non può, infatti, non considerare l’immediatezza di una fruizione strettamente ancorata a quelli che sono gli archetipi collettivi e spirituali di un popolo.
Il sogno di una cultura che diventi sempre più “democratica” e spendibile in una società ormai divenuta schiava del tempo costituisce la premessa per ciò che significhi trasmettere l’importanza del proprio patrimonio artistico anche a quanti non ne conoscono a fondo il passato.
Come altre associazioni presenti sul territorio, l’Archeoclub si propone di custodire e restituire dignità alla memoria storica dei luoghi, diffondendo l’assoluta necessità di una cultura non negoziabile, né svendibile, ma che si configuri sempre più come strumento di integrazione e di unione. Solo riflettendo sul senso del tempo, infatti, sarà possibile investire in un futuro meno precario e in un tipo di conoscenza che non degeneri nell’indifferenza di uno sterile nozionismo, ma che evolva gradualmente verso la curiosità. Integrare la diversità promuovendo iniziative che siano alla portata di tutti significa, quindi, sostenere il senso della libertà individuale e, al contempo, il rispetto per l’identità collettiva.
Custodire la memoria del passato vuol dire allontanarsi dalle “tenebre dell’ignoranza” per volare verso un orizzonte conoscitivo che “solo amore e luce ha per confine”.

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