Solofra-Caso Tobar, Rosania(Prc/Se):“La guerra fredda non è finita”

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Regione – “Esprimo solidarietà alla compagna Amalia Hilda Tobar, segretaria del circolo di Rifondazione Comunista di Solofra, cui, incomprensibilmente, è stata negata la possibilità di svolgere attività di catechista a causa della sua militanza politica. Pensavo che queste cose appartenessero ad epoche passate, al periodo più buio della guerra fredda e della caccia al “sovversivo”. Evidentemente mi sbagliavo”. Così Gerardo Rosania, consigliere regionale del Prc/Se che continua: “ Del resto anche in quegli anni si trovavano le forme perché “il diavolo e l’acqua santa” camminassero insieme, allorquando ponevano in gioco questioni che riguardano la tenuta democratica di una comunità, o la necessità di salvaguardare l’unità. Da questo punto di vista istruttivi rimangono i libri di Guareschi allorquando dipingevano quei formidabili affreschi di semplicità, di naturalezza, di ricerca, al di là della polemica, di “costruire insieme” che avevano come protagonisti i personaggi di Don Camillo e Peppone. Con l’episodio di Solfora, si riprecipita nella incomunicabilità e nella discriminazione ideologica. A mio avviso, davvero, non si dà giustizia ad un partito come Rifondazione, all’interno del quale tanti sono i militanti ed i dirigenti credenti, cattolici e di altre professione religiose. Bene ha fatto Amalia a tenersi la sua fede, della quale ritengo, da non credente, debba andare sempre fiera al di là delle incomprensioni, ma a tenersi anche la sua militanza nel nostro partito e con essa quella voglia di lottare giorno per giorno per il suo futuro, per la sua città ma soprattutto a tenersi la speranza e la voglia di costruire, a partire dalle piccole cose, un mondo altro che è proprio dei comunisti”.

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