Solofra – Caso cogeneratore, Tobar (Prc): “Si trovino altri accordi”

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Solofra – Nell’ attesa che la commissione proceda alla verifica dell’effettivo stato di sicurezza della Corcosol, ditta che trasforma in concime biologico la risulta delle pelli, un po’ tutti si chiedono, nella città conciaria, dove finiscano gli scarti della lavorazione dei pellami. Soprattutto in un momento dove si registra un ritmo positivo della lavorazione conciaria. A chiederselo è pure il Circolo 25 Aprile di Rifondazione Comuninista locale. E lo fa tramite il segretario Amalia Hilda Tobar. “Riteniamo – esordisce – che se l’azienda ha bisogno di modifiche per poter lavorare, allora si debbano effettuano alcune modifiche. Si lascino da parte possibili conflitti politici e, insieme, ditta gestore ed amministrazione comunale collaborino affinché venga trovata presto una soluzione. Questo nell’interesse, innanzitutto, degli operai dell’ azienda che al momento vedono a rischio il loro posto di lavoro e per evitare spiacevoli inconvenienti qualora si dovesse decidere di provvedere allo smaltimento tramite imprese esterne”. La Tobar sottolinea il fattore di essere campani e quindi “…è molto facile subire ingerenze non proprio lecite quando si parla di rifiuti. Inoltre la chiusura della Corcosol, dopo il fallimento della costruzione del termovalorizzatore a Pianodardine, ci fa temere che si possa spostare di nuovo il progetto su Solofra”. Quindi fa appello a quei consiglieri che erano all’ opposizione nella passata amministrazione “…affinché non dimentichino la battaglia condotta per non far costruire il cogeneratore a Solofra”. (di Dante Grimaldi)

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