Abusivismo edilizio in Italia: ad Avellino la maglia nera. Lo dicono i dati pubblicati ieri da Il Sole 24 Ore secondo cui Avellino risulta la provincia con la più alta densità di violazioni per abitante (1 irregolarità per ogni otto persone).
Non va meglio Napoli a cui è riconosciuto il primato degli abusi legati al territorio. Insomma un quadro allarmante.
I dati diffusi sono frutto di una serie di verifiche avviate dall’Agenzia del Territorio, in collaborazione con l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), partite dopo il decreto legge numero 262 del 2006.
I tecnici hanno utilizzato un metodo semplice per la verifica dei dati: sono state sovrapposte della immagini ricavate da rilievi fotografici aerei con le mappe in possesso del catasto. Dalla sovrapposizioni vengono fuori delle discrepanze: dove avrebbe dovuto esserci una zolla di terreno c’è invece una costruzione.
Entrando nel dettaglio delle singole realtà della provincia, si nota che ad Avellino sono 1.058 le parti che non mostrano corrispondenza tra quanto rilevato con l’indagine cartografica e i dati presenti al catasto.
Non stanno meglio gli altri comuni: ad Ariano Irpino sono 4.849 le irregolarità riscontrate.
Allineata con i dati del capoluogo è Mirabella Eclano con 1.150 posizioni da verificare. Ed ancora 1.108 a Grottaminarda, 605 a Serino, 483 a Solofra. In Valle Caudina: Cervinara, il comune più grande, fa registrare 351 irregolarità, 523 a San Martino Valle Caudina.
Ed ancora 351 a Mercogliano e 261 a Monteforte.
In Alta Irpinia: a Calitri sono 1.138 le particelle catastali non censite e che meritano ulteriori verifiche. 530 a Montella e infine a 1.574 Lioni.
I dati forniti dal quotidiano di Confindustria, però, vanno letti con una certa attenzione. Non è infatti detto che tutte le particelle che non risultano accatastate siano soggette ad abusivismo edilizio.
Redazione Irpinia
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