Sogni, colpi sfumati e… qualche ‘bufala’ per il mercato dei lupi

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Finalmente è finita. Alle ore 19 si è chiusa questa tanto sofferta prima fase di calciomercato. Almeno fino alla riapertura della prossima finestra (prevista dal 7 gennaio al 2 febbraio) la parola passerà di diritto al campo. Tanti i nomi accostati ai biancoverdi: tra ripescaggio, sogni proibiti, arrivi mancati, colpi andati a segno e colpi falliti non si può certo parlare di estate ‘tranquilla’ per il lupo e per i suoi tanti tifosi.
Ma andiamo con ordine. Si era parlato di un possibile ingaggio dell’ex numero uno Ciro Polito, che dopo aver rifiutato Avellino ed essere sul punto di finire al Bologna, è rimasto a Catania. Ad impedire il suo ritorno in Irpinia, pare, il mancato accordo sulla durata del contratto. Sfumata sul nascere invece la trattativa per portare in Irpinia Tommaso Peresson (26), portiere del Bassano (Seconda Divisione); mentre lo svincolato Paoloni dell’Ascoli si è accasato alla Cremonese.
Capitolo difesa: erano stati fatti una ridda di nomi, alcuni dei quali anche altisonanti. Ebbene il primo a sfumare è stato quello dell’esperto Andrea Sottil che già la scorsa settimana è andato a rinforzare il Rimini. Stendardo, invece, andrà a rinforzare la difesa del Lecce. Altri nomi illustri ‘saltati’ sono quelli di Cosenza, Lauro e Giubilato, mentre il promettente difensore 19enneAndrea Poli è finito al Sassuolo. Il fantasista Di Vicino, qualche giorno fa dato per certo in biancoverde, è sbarcato a Pescara, società che ha garantito al giocatore un ingaggio lievemente più alto di quello proposto dal club di Contrada Archi. Il centrocampista Stefano Botta del Genoa, seguito con insistenza già dallo scorso anno, ha scelto il Sassuolo. Capitolo delicato anche quello del reparto avanzato. Plasmati e Millesi rimarranno a far compagnia a Ciro Polito in quel di Catania (almeno fino a Gennaio) mentre Riganò ha visto le sue alte pretese economiche essere accontentate dalla Ternana, che gli ha garantito un contratto di un anno. Di Lethinen si sono perse le tracce tra i freddi ghiacciai della Finlandia, mentre Giampà, Paponi, Virga e Del Core sono rimasti fuori per motivi tecnici ed economici dagli obiettivi della società Irpina. Tutto fumo, invece, la pista Corona, rivelatasi la più classica delle ‘bufale’ estive.

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