Avellino – In tre punti, Cgil e Filcem dicono la loro sulla questione ‘acqua’ che in questi giorni sta particolarmente interessando la provincia irpina su più fronti. “L’acqua è un bene inalienabile e deve essere disponibile per tutti i cittadini; le società di gestione dei servizi e delle reti possono essere anche società miste con la maggioranza del pubblico (le cui quote non possono essere vendute o cedute a privati); la manutenzione delle reti, quindi anche della Pavoncelli, sono essenziali per non disperdere acqua potabile”.
Nella nota a firma di Ruggiero Cutillo e Franco Fiordellisi, si ribadisce la necessità, già espressa in passato dai sindacati, della caratteristica di fruibilità a costi accessibili del bene acqua, il tutto: “In una visione globale dove il suo utilizzo non crei danni all’ambiente”.
“Ad oggi anche in una provincia ricca come la nostra ci sono problemi sull’approvvigionamento di acqua potabile, dunque c’è la dichiarazione di un principio che in Irpinia a volte non è soddisfatto”. Sulle società miste: “A fronte di gestioni deficitarie non si può dire che le stesse non vanno fatte. Bisogna avere la forza di correggere storture ed inefficienze”. Mentre: “A fronte della assoluta incedibilità delle quote pubbliche e con la maggioranza pubblica nella società, riteniamo che tutelare gli interessi dei cittadini vuol dire far funzionare le società”. Sulla manutenzione delle reti e la sistemazione della Pavoncelli: “Sono assolutamente necessarie – è la voce dei due sindacalisti – ma tali manutenzioni non possono portare ad una captazione delle acque alle sorgenti dei fiumi che comportino il rischio di trasformarli in torrenti che scorrerebbero solo a fronte di piogge”.
Dunque, immaginare politiche nuove che permettono di dare il bene potabile a tutti i cittadini, anche pugliesi, tutelando l’ambiente e non solo a fronte di ritorni economici per l’Irpinia: è questa la formula di Cgil e Filcem per la tutela dei dipendenti e dei cittadini utenti. “Bisogna – conclude la nota -, quindi, che politiche atte alla tutela dell’acqua siano messe in campo a tutti i livelli, nazionali, regionali e provinciali, promuovendo ad esempio l’utilizzo dei doppi punti nelle abitazioni (sanitari-potabili), iniziando dai locali pubblici e dalle case fatte da Enti. Ancora nei locali della pubblica amministrazione fare contrattazione sociale in cui chiedere di non far pagare i meno abbienti e gli anziani con redditi bassi (tariffazioni di favore)”.
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