Silenzio, parla Bacalov. “Pavarotti artista irripetibile”

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“La bellezza non è questione di gerarchie, la bellezza è solo una ed è in tutte le cose”. Con questa battuta il maestro Luis Bacalov risponde ad una domanda sul suo rapporto con le donne. Nessuna gerarchia, nessuna classificazione, un unico ‘tutto’ nel quale bisogna ricercare passione e perfezione. Un pensiero che ha guidato il maestro originario di Buenos Aires anche nella sua lunga e complessa avventura musicale, che lo ha portato a spiazzare dalla musica da camera al tango, dalla composizione per il cinema alla musica popolare, sempre alla ricerca di passione e bellezza, senza lasciarsi condizionare da etichette e pregiudizi “Anche se qualche accademico ha storto il naso”. Il pubblico irpino, intanto, si appresta ad accogliere Bacalov ancora una volta e a godere della bellezza delle sue musiche. “Conosco il pubblico irpino – dice il Maestro – sono stato a Mercogliano e conservo un bel ricordo di quella serata”. Un po’ come suonare a casa? “Casa mia è in tanti posti – scherza il maestro – il mio lavoro mi ha portato ad essere un giramondo”. Sul palco di piazza Castello il giorno successivo all’esibizione del grande compositore argentino ci sarà Nicola Piovani, per il quale Bacalov nutre una profonda stima e ammirazione: “Nicola è più giovane di me e ha già raggiunto risultati egregi nel mondo del cinema. Il nostro mestiere non ci permette di incontrarci spesso eppure siamo buoni amici, in qualche occasione ci incontriamo e ci fermiamo a discutere e – scherza – a parlar male degli altri”. Quello che si prospetta questa sera è un concerto memorabile, in cui Bacalov spazierà dalle sue composizioni più celebri per il cinema ai suoi rinomatissimi tango, fino alle sue più personali interpretazioni di Piazzola e Gardel. “Il tango – confessa Bacalov – è una mia grande malattia. Sono un onnivoro e ascolto tutto quello che ho a disposizione. Gardel (al quale il maestro ha dedicato ampissimo spazio nella sua carriera, specialmente nei suoi lavori più recenti) è unico, un grande, come Frank Sinatra, Edith Piaf e Luciano Pavarotti. Irripetibile. Ha cambiato modo di intendere il tango, ha contribuito alla sua diffusione e alla sua naturale evoluzione, in quanto musica viva e attiva”. Il maestro lascia l’incontro con delle riflessioni e dei ricordi su due altri ‘Big’ scomparsi, Luciano Pavarotti e Massimo Troisi. “Con la morte di Pavarotti l’Italia non ha perso solo un grande artista, ma un grande ambasciatore che ha dato lustro all’Italia nel mondo. La sua voce unica, calda e ‘misteriosa’ rimarrà inimitabile. Aveva la capacità di cantare di tutto e di far capire ogni singola parola, aveva una dizione perfetta. Quella di Massimo Troisi, invece, è una storia triste, che ho conosciuto per bocca del suo grande amico Michael Radford, che ha vissuto in prima persona la sofferenza di Troisi. Troisi era già malato e doveva subire un trapianto. Radford invitò Troisi a rinviare le riprese del film per curarsi. Massimo fu categorico, ‘questo film lo voglio fare, non voglio rischiare di morire prima di completarlo’ fu la sua risposta. Alla fine il film si fece e Troisi morì pochi giorni dopo la fine delle riprese. Una storia veramente triste e commovente”. Appuntamento a questa sera, dunque, per godere del genio di Luis Bacalov, artista.(Giuseppe Matarazzo)

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