Sidigas Avellino, azzerare e ripartire. La Scandone è ancora viva

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Miracolo non c’è stato ma non bisogna assolutamente gettare la spugna. La Sidigas Avellino, costretta alla terza sconfitta in altrettante gare in quel del Pala Bigi contro la Grissin Bon, ha dimostrato nuovamente di potersela giocare alla grande e di non temere nessuno.

Restare in partita fino al 38° minuto non è da tutti contro una squadra che, bando alle chiacchiere, resta pur sempre una delle migliore del nostro torneo e che, col dente avvelenato, ha cercato in tutti i modi di togliersi da dosso le scorie della brutta prestazione di gara 4.

Avellino esce a testa alta, l’unico rammarico è che purtroppo, in una serie in cui si gioca a distanza di 48 ore, può mancare la lucidità in quegli atleti che fino ad ora sono stati la forza trainante di questa squadra. Stiamo parlando di Buva e Cervi, autori entrambi di prestazioni al di sotto delle aspettative.

Il lungo croato non è stato mai partita, uscendo anzitempo dal campo per i falli personali mentre il centro emiliano ha faticato troppo a trovare spazio sotto canestro limitato nel modo migliore da Lavrinovic e compagni. Se a tutto questo aggiungiamo che la Scandone ha avuto una rotazione minima che non ha dato gli effetti sperati, allora si capisce come gara 5 non sia tutta da buttare.

Purtroppo si è fatta sentire l’assenza di Acker: Veikalas ha fatto davvero poco mentre Ongwae è ancora troppo acerbo per giocare una partita del genere. Le due guardie hanno fatto solo 2 punti insieme quando dovevano dare un contributo maggiore alla causa. Ragland e Nunnally hanno tenuto da soli la Sidigas in vita per gran parte del match, mentre dall’altro lato, coach Menetti, ha potuto contare su un ritrovato Aradori, protagonista del successo emiliano, ma anche sull’ottimo contributo di Polonara, De Nicolao e Lavrinovic molto più in palla rispetto alle recenti uscite irpine.

Ora bisogna nuovamente ricaricare le batterie e azzerare tutto. Certo, sabato sarà una partita da dentro o fuori per i lupi con la pressione tutta dalla loro parte, ma sappiamo come questa squadra è capace di meravigliare e stupire tutti con colpi di scena dietro l’angolo.

Si torna in Irpinia, si torna nella bolgia del Pala Del Mauro che pur essendo un campo caldo, rispetto al Pala Bigi, lascia giocare senza intromettersi nella partita con lanci di oggetti e carta igienica per intimorire la squadra avversaria.

Ora tutti i supporters avellinesi sono chiamati a scendere in campo nuovamente, i lupi hanno bisogno di tutto l’apporto possibile per centrare quella vittoria che significherebbe gara 7: una sorta di finale anticipata e lì siamo sicuri che la storia potrebbe nuovamente cambiare.

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