La polemica sulla sicurezza degli edifici scolastici dopo il tragico incidente nel liceo scientifico Darwin di Rivoli, dove il crollo del controsoffitto di un’aula ha provocato la morte di un 17enne, Vito Scafidi, e il ferimento di altre diciassette persone, ha acceso i riflettori anche sulla condizione in cui versano le scuole irpine. Il segretario provinciale della Cisl di Avellino, Mario Melchionna, ha posto l’accento su un’indagine avviata qualche anno fa per stilare un resoconto dello stato delle scuole del capoluogo che non fu mai portata a termine.
“Avviata e mai conclusa fu l’anagrafe degli edifici scolastici – dice in una nota Melchionna – un’indagine che mirava ad una fotografia dello stato di fatto in cui versano le scuole di ogni ordine e grado; circa due anni fa la Provincia di Avellino voleva porre in rassegna lo stato delle scuole sul territorio. Anche questa indagine non ha avuto alcun esito, né si conoscono per gli edifici scolastici le certificazione di agibilità statica e di prevenzione antincendio.
Se la stima nazionale di Legambiente attesta che il 42 per cento degli edifici scolastici non ha l’agibilità statica ed il 75 per cento di queste scuole insiste su un territorio sismico, in Irpinia la mappa può essere solo stimata poiché non esiste alcun dato certo e verificato. Presumibilmente il dato reale non si discosterebbe molto dalla stima elaborata a livello nazionale. La tragedia di Rivoli pone la necessità e l’urgenza di adeguate politiche di gestione del patrimonio scolastico che si traducono con l’impiego programmato secondo una conoscenza puntuale del territorio scolastico per il raggiungimento di livelli standard di sicurezza. E’ impensabile che una platea molto vasta di studenti possa porsi al rischio di cedimenti strutturali di edifici che sono lontani dall’essere costruiti con strutture asismiche. Più della metà degli edifici è stato costruito prima del 1974, anno in cui sono iniziate le prescrizioni su territorio sismico”.
Melchionna chiede al commissario Madonna di conoscere il grado di sicurezza statica, strutturale e le certificazioni antincendio di tutti gli edifici scolastici di competenza del territorio irpino e di portare aventi l’indagine iniziata qualche anno fa, ma che ad oggi è stata solo una dichiarazione di intenti.
“Attraverso questo strumento di conoscenza e di programmazione si potrà meglio definire un piano di intervento per la messa in sicurezza delle scuole. Nel decreto Gelmini insieme ai tagli sono previsti fondi per l’edilizia scolastica. Almeno per il patrimonio immobiliare si traducano queste risorse in una sicurezza effettiva. Non si voglia che insieme ai luoghi di lavoro anche le scuole siano luoghi in cui si possa morire”.
Redazione Irpinia
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