Il deputato del Movimento Cinque Stelle, Carlo Sibilia, unitamente ad altri suoi colleghi grillini, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro per i Beni e le Attività Culturali per avere delucidazioni in merito a quei lavori di restauro mai effettuati, in quanto i fondi post terremoto sono stati dirottati su altri interventi.
In particolare vengono chiesti chiarimenti dettagliati sulle condizioni di abbandono e fatiscenza in cui versa la Chiesa dell’Immacolata Concezione nel suggestivo centro storico di Prata Principato Ultra.
Il Movimento 5 Stelle, con questo documento vuole mettere la parola fine al degrado e alla cattiva gestione del patrimonio culturale passando al contrattacco con una grande azione parlamentare.
Di seguito il testo dell’interrogazione parlamentare di Di Maio, Di Benedetto, D’Uva, Sibilia e Tofalo, al Ministro per i beni e le attività culturali.
– Per sapere – premesso che: la Chiesa dell’Immacolata Concezione sita nel comune di Prata Principato Ultra (Av) rappresenta uno degli edifici sacri più significativi dell’Irpinia per il suo straordinario contesto urbanistico-ambientale e per la notevole stratificazione architettonica medievale, rinascimentale e barocca; le sollecitazioni sismiche del 1980/81 avevano determinato un preoccupante quadro fessurativo con lesioni importanti in corrispondenza della facciata e del campanile e dissesti nell’abside, nella cupola e nei vani adiacenti la navata. Le murature perimetrali subirono il distacco totale o parziale in alcune parti, specie negli ancoraggi e nelle congiunture, mentre le strutture orizzontali (capriate lignee e coperture) furono sottoposte a una forte sconnessione del manto di tegole e al dissesto dell’orditura con crolli e conseguenti danni all’incannucciata e alla controsoffittatura decorata; i previsti interventi di somma urgenza per la messa in sicurezza dell’edificio, finanziati dalla Soprintendenza di Avellino e Salerno a partire dal 1984-85, non furono realizzati e ciò ha finito per pregiudicare lo stato di conservazione e l’integrità del monumento; la mancata realizzazione delle opere di consolidamento e restauro ha condannato l’edificio di culto e il suo ricco patrimonio d’arte all’incuria e a uno stato di vergognosa fatiscenza che persiste ormai da oltre trent’anni; negli ultimi mesi sono stati registrati nuovi e pericolosi fenomeni di degrado che stanno accelerando il totale disfacimento delle strutture e la perdita definitiva del bene; le abbondanti precipitazioni meteoriche del mese di gennaio 2013 hanno provocato, infatti, il crollo completo del tetto della sagrestia e un notevole peggioramento delle condizioni del contro-soffitto dipinto della navata, già interessato da parziali crolli e dissesti della copertura. La grande tela settecentesca si presenta imbarcata, strappata in più punti, penzolante per il peso e la caduta di travi, pietre e calcinacci e intrisa d’acqua con gravissime ripercussioni per la conservazione della pellicola pittorica; a causa dell’azione distruttiva degli agenti atmosferici, la decorazione pittorica murale è interessata da efflorescenze saline, muffe, attacchi massicci di licheni e vegetazione infestante, mentre l’apparato in stucco sta riportando danni sia a livello strutturale che superficiale come dimostrano i distacchi, gli spanciamenti, la decoesione degli impasti; anche l’arredo ligneo settecentesco, costituito dagli stalli dei confratelli, porte, mobilio, organo e pulpito, già parzialmente distrutto dai materiali di crollo e dall’attacco degli insetti xilofagi indotto dalle pessime condizioni ambientali, si presenta gonfio d’acqua, corroso, disgregato; il settecentesco pavimento in cotto e maiolica collocato sopra le volte di copertura delle due cripte sottostanti mostra, a causa dei crolli, dissesti dovuti alla precarietà statica e notevoli danni causati dall’umidità con fenomeni di decoesione della superficie dipinta, lesioni e frammentazioni; e solo grazie agli abitanti del centro storico è stato possibile mettere in salvo i marmi scolpiti e intarsiati del XVIII secolo dell’altare maggiore e alcune sculture lignee attribuite a Giuseppe Picano, mentre altri pregevoli manufatti di arte applicata restano ancora in sito per le difficoltà legate alla loro movimentazione; lo stato di collasso del monumento è stato più volte segnalato ai funzionari architetti e agli storici dell’arte del Ministero competenti per territorio: in tempi recenti appelli sono stati rivolti dalle pagine di quotidiani locali ai Soprintendenti, Gennaro Miccio e Maura Picciau, ma, a quanto consta agli interroganti, nessun provvedimento è stato finora adottato mortificando il ruolo, l’immagine, la missione del dicastero indirizzata alla tutela, alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale nazionale –: se risultino agli atti le cause che hanno determinato in passato l’inspiegabile distrazione delle risorse impegnate per gli interventi d’emergenza su altri capitoli di spesa; quali lavori di somma urgenza saranno avviati per la messa in sicurezza dell’edificio monumentale indispensabili per evitare nuovi e devastanti effetti alle strutture della chiesa e del campanile; quali strategie di intervento saranno intraprese per l’eliminazione dello stato di pericolo degli affreschi della facciata, della navata e della sagrestia, della tela del controsoffitto, dell’arredo ligneo e marmoreo, del partito di stucchi; quali strumenti e risorse ordinarie e straordinarie si intendano attivare per il miglioramento sismico delle strutture murarie e delle capriate settecentesche nonché per il restauro completo del rilevante edificio e del suo corredo storico-artistico. (4-01018).
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