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FOTOGALLERY ”Fattoria sociale Isca delle donne”, Parco etologico
“Alla fine dei tempi Gesù ci chiederà quanto abbiamo sfamato, non se abbiamo creduto o no”. Così, Monsignor Francesco Marino, vescovo di Avellino, ha sottolineato il significato sociale dell’iniziativa. Nel ricordare come l’opera fosse stata avviata già da suo predecessore, Monsignor Forte, il vescovo ha quindi lanciato il suo messaggio di fratellanza: Il mio auspicio è che ognuno di noi, per la fede o per l’ideale di umanità e giustizia, possa essere un angelo per i suoi fratelli”.
Per Cosimo Sibilia si tratta di “un’iniziativa enorme”. “Un fatto che saluto con grande piacere a nome di tutta la provincia irpina che mi onoro di rappresentare. Per questo, il mio impegno e il sostegno della Provincia non verranno mai meno”. Sibilia si è detto più che soddisfatto: “Oggi poniamo la prima pietra, l’obiettivo è dare il massimo risultato nel minimo tempo. Finalmente, in un frangente di particolare emergenza, parliamo di una positività”.
La costruzione di percorsi di recupero – spiega Giuseppe De Mita – è anche una importante sollecitazione nella direzione di una nuova idea di comunità. La filosofia ‘consumo quindi sono’ ha determinato questa pesante crisi economica, iniziative del genere attengono anche ad un nuovo e diverso modello produttivo. Archiviata l’attuale manovra economica – conclude – dovremo evitare nuovi tagli alla spesa sociale ed andare semmai verso una razionalizzazione, per riscoprire un sistema di relazioni fondato non più sull’egoismo ma sullo stare insieme.