La crisi economica pesa sul bilancio familiare, per cui sono moltissime le famiglie in cui è stato necessario rinunciare alla collaborazione di una colf, o almeno ridurne l’utilizzo. Anche se oltre la metà delle donne vorrebbe una maggiore collaborazione da parte dei familiari nella gestione delle faccende domestiche, il medico avverte: non tutto il male viene per nuocere, prese con lo spirito giusto, anche le faccende domestiche possono avere il loro lato buono. Anche se non possono sostituire la palestra come attività brucia-grassi, aiutano a combattere la sedentarietà della giornata in ufficio e ci rendono psicologicamente indipendenti dagli aiuti esterni.
Pesano le ristrettezze economiche: il 34% delle donne ha ridotto gli aiuti esterni nelle faccende domestiche. Purtroppo a questa minore disponibilità di fondi destinata alla colf non corrisponde una maggiore propensione a collaborare da parte degli altri membri della famiglia: solo il 23% dei mariti aiuta a cucinare e quasi nessuno stira (lo fa solo il 2%). A questa flotta di compagni assenteisti si accompagna l’insoddisfazione del 58% delle mogli, che vorrebbero appunto un po’ di aiuto in più.
Nella lista nera degli aiuti tra le mura di casa i mariti latitano non solo con il ferro da stiro: solo l’1% infatti aiuta a pulire il bagno, il 6% toglie la polvere e il 9% lava i pavimenti. Stirare è un lavoro che neppure le donne fanno volentieri: è infatti, tra le faccende di casa, quella che anche le signore lascerebbero volentieri a qualcun altro (26% delle risposte). Tra le attività più odiose il secondo posto spetta al lavaggio dei pavimenti, detestato dal 22% delle intervistate perché troppo faticoso, seguito dal “mettere in ordine” (13%), forse perché comporta una capacità organizzativa da non sottovalutare. Non piace neppure fare la lavatrice (11%) e cucinare (9%). A grande sorpresa, all’ultimo posto troviamo “lavare i vetri”, attività sgradevole solo per il 2% del campione. Un’altra cosa di cui le donne preferiscono occuparsi personalmente è la pulizia della propria camera da letto: il 28% non accetta aiuti nel rifare il letto, perché si tratta di un luogo troppo intimo per “affidarlo” alle cure della colf. Un’altra attività considerata tutto sommato abbastanza piacevole è lavare i piatti: il 24% del campione ha ammesso di rilassarsi e di utilizzare questo tempo per riflettere. Ma se i lavori di casa sono così faticosi, non dovrebbero anche aiutarci a restare in forma, come qualsiasi altra attività fisica? Qui, purtroppo, ci sono cattive notizie. Come spiega Michelangelo Giampietro, specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell’alimentazione, le faccende domestiche sono “un’ottima occasione per fare un po’ di movimento, abitudine che è sempre bene mantenere”.
Nonostante questo, non si tratta di uno sport e non si possono considerare un’alternativa alla palestra. “Le faccende domestiche sono molto faticose ma, a differenza di quanto si crede, fanno bruciare poche calorie. Generalmente c’è infatti un bassissimo dispendio di energie, all’incirca una media di 70 calorie all’ora, un dato tra l’altro tutto da verificare”. L’attività che fa consumare più energia è “indubbiamente lavare i pavimenti perché interessa sia gli arti superiori che quelli inferiori e richiede uno sforzo continuativo e costante”, spiega l’esperto. In ogni caso, l’impegno fisico non è tale da generare un dispendio di energie verificabile in termini di risultati o benefici sul proprio fisico. In generale, comunque, fa bruciare di più tutto ciò che ha a che fare con: salire le scale, lucidare i pavimenti, stendere, lavare i vetri. Quando, quindi, vengono utilizzate anche le braccia, che hanno in proporzione una muscolatura meno sviluppata rispetto alle gambe.
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