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Ciò che più colpisce in tutta questa vicenda, è che i ‘duellanti’ Salvi e Canonico siano iscritti allo stesso partito. Quel Partito Democratico la cui tessera il sindaco dice di non voler rinnovare l’anno venturo per l’assenza di un qualsiasi tentativo di mediazione tra due membri di una stessa famiglia’. In casa Partito Democratico, anche ad Avella, si conferma il detto “fratelli-coltelli”.
Un epilogo, poco confortante quello delle dimissioni, che però non rappresenta certo una doccia fredda. Le difficoltà per Salvi, da un anno a questa parte, erano diventate davvero troppe e l’amministrazione di Avella, in carica dal 2006, era continuamente sul filo del rasoio. Adesso, secondo quanto prescritto dalla legge, il sindaco ha 20 giorni di tempo per ritirare le dimissioni e ritornare in sella a questo cavallo imbizzarrito che il Comune di Avella.
Le speranze che quest’ipotesi si realizzi sono davvero molto poche. Lo stesso Salvi, (che in una precedente legislatura già rassegnò le proprie dimissioni più o meno per gli stessi motivi) si dice “stanco e demotivato”. Avella sarà quindi, ancora una volta, commissariata? Per la risposta, quasi certamente positiva, si dovrà attendere qualche giorno. Nel frattempo a pagarne il conto, sono sempre i cittadini, orfani per l’ennesima volta di un’amministrazione. Qualsiasi essa sia.