Sfacelo Pd: Salvi si è dimesso, Avella verso il commissariamento?

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Avella – Ieri mattina il sindaco di Avella in quota Partito Democratico, Domenico Salvi, ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di primo cittadino, come annunciato a margine dell’ultimo consiglio comunale. A spingere Salvi a tale decisione l’esito della votazione del bilancio di previsione per il 2010. La già risicata maggioranza su cui il medico avellano contava è venuta meno per un solo voto e, ironia della sorte, si tratta proprio di quello ‘dell’amico’ di partito Giuseppe Canonico, nominato assessore in un recentissimo rimpasto e per questo revocato dall’incarico di delegato alla Comunità Montana (delega andata poi a Enzo Alaia, che è anche Presidente del Consiglio Provinciale).

Ciò che più colpisce in tutta questa vicenda, è che i ‘duellanti’ Salvi e Canonico siano iscritti allo stesso partito. Quel Partito Democratico la cui tessera il sindaco dice di non voler rinnovare l’anno venturo per l’assenza di un qualsiasi tentativo di mediazione tra due membri di una stessa famiglia’. In casa Partito Democratico, anche ad Avella, si conferma il detto “fratelli-coltelli”.

Un epilogo, poco confortante quello delle dimissioni, che però non rappresenta certo una doccia fredda. Le difficoltà per Salvi, da un anno a questa parte, erano diventate davvero troppe e l’amministrazione di Avella, in carica dal 2006, era continuamente sul filo del rasoio. Adesso, secondo quanto prescritto dalla legge, il sindaco ha 20 giorni di tempo per ritirare le dimissioni e ritornare in sella a questo cavallo imbizzarrito che il Comune di Avella.

Le speranze che quest’ipotesi si realizzi sono davvero molto poche. Lo stesso Salvi, (che in una precedente legislatura già rassegnò le proprie dimissioni più o meno per gli stessi motivi) si dice “stanco e demotivato”. Avella sarà quindi, ancora una volta, commissariata? Per la risposta, quasi certamente positiva, si dovrà attendere qualche giorno. Nel frattempo a pagarne il conto, sono sempre i cittadini, orfani per l’ennesima volta di un’amministrazione. Qualsiasi essa sia.

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