Settore chimico, Morselli: “Crisi nera”. Anche la concia nel ciclone

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Roma – Gli effetti dello tsunami finanziario e della crisi economica generale si fanno sentire anche nella filiera produttiva del settore chimico. Sarebbero migliaia i lavoratori che rischiano di rimanere senza lavoro. E’ quanto emerge da una nota stampa di Alberto Morselli, segretario generale della Filcem, la Federazione della chimica, dell’energia e delle manifatture della Cgil. “Nei soli mesi di dicembre 2008 e gennaio 2009 – avverte – sono previsti oltre 15.000 lavoratori (il 12% del settore) in fermo impianti, sospesi dal lavoro senza fruire degli ammortizzatori sociali, solo utilizzando per le fermate minimi tecnici, ferie forzate, riduzioni di orario, banche ore, permessi. A completare il quadro a tinte fosche – aggiunge Morselli – vanno annessi oltre 5000 lavoratori in cassa integrazione ordinaria e straordinaria e più di un migliaio in mobilità”. Le brutte notizie però arriverebbero anche sul versante delle assunzioni, dove la stima della caduta, per la Filcem, si attesterebbe sulle mille unità, con riferimento agli interinali e alla proroga e/o all’imminente utilizzo della cassa integrazione in deroga per migliaia di addetti delle aziende in appalto (prevalentemente nella manutenzione e nella logistica). Preoccupanti, poi, le previsioni di crescita. Stando ai dati forniti: la chimica di base passerebbe da un +3,6% a zero; plastiche e resine dal 2,1% a -1; le fibre chimiche (-11%); fertilizzanti (-3,5%); vernici (- 0,5%). Non sono attesi risultati migliori nemmeno nella chimica di vasto consumo (detergenti e cosmetici, – 0,5%). “Se la congiuntura economica non cambierà segno – è il monito del segretario della Filcem – a partire dal primo semestre del 2009, rischiamo di avere un utilizzo intensivo della cassa integrazione con riflessi sull’occupazione difficilmente prevedibili”.
Uno scenario tetro, dunque, quello che si prospetta e che investirebbe più o meno tutti i comparti derivati, dal settore delle lampade e display a quello del vetro, dalle piastrelle e refrattari alle ceramiche sanitarie, dalla gomma, infine, al settore farmaceutico. E anche l’Irpinia verrebbe danneggiata dal ciclone, con le preoccupazioni connesse al settore della concia. “A Solofra – informa Morselli – la ‘Albatros’, la più grande conceria del distretto, ha collocato quasi 400 lavoratori tra cassa integrazione (diretti) e mobilità (indiretti): per non parlare dei contratti a tempo determinato senza reali tutele e di alcune piccole concerie che stanno chiudendo la loro attività, senza possibilità alcuna di ricorso agli ammortizzatori sociali. Un piano quello del Governo da rispedire al mittente – polemizza – perché per queste imprese, così come per quelle artigianali, non c’è estensione della cassa integrazione, ma solo un modesto ampliamento della indennità di disoccupazione”.

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